Con 28 presenti in aula, la seduta del consiglio comunale su ricapitalizzazione dell'Amiu e debiti fuori bilancio è ufficialmente partita. Tre consiglieri di maggioranza hanno giustificato l'assenza «per motivi personali».
Aldo Procacci, capogruppo di Trani a capo, ha lamentato il tempo ristretto tra la data del consiglio comunale (28 dicembre) e la consegna dei provvedimenti (24): «Ci rivolgeremo al prefetto per tutelare i diritti dei consiglieri comunali: non si può decidere la sorte dell’Amiu in soli tre giorni».
Luisa Di Lernia (M5s) ha puntato i riflettori su costi della politica e trasparenza: «Non possiamo accettare che la Commissione affari istituzionali preveda di incrementare le sedute delle commissioni, mentre pretendiamo che tutti rilascino i dati patrimoniali, ottemperando ad un obbligo di legge».
Antonella Papagni, dello stesso gruppo, ha chiesto costi e criteri di nomina del professor Ziruolo, incaricato da Amiu della redazione del piano aziendale in vista della ricapitalizzazione dell’azienda «e se è vero che l’azienda ha diffidato l’Oga a rilasciare le somme per il posto esercizio della discarica».
Raimondo Lima (Fdi) ha chiesto lumi sulla futura gestione dello stadio comunale, in scadenza il 31 dicembre, e sul «grattacielo di campagna» di via Corato: «Come è possibile che un piccolo rudere sviluppi il 35 per cento di volumi in più? Perché si vendono gli appartamenti nonostante le criticità manifestate dall’Ufficio tecnico?».
Carlo Avantario (Pd) si è soffermato sui cambiamenti della sanità: «Oggi la legge sui riposo ci penalizza ancora di più, ma serve una presenza più continua sull’ospedale, a cominciare dal sindaco». Appello anche sul passaggio a livello: «Si parta subito con i lavori, l’attesa si sta prolungando troppo».
Emanuele Tomasicchio ha chiesto lumi sull’interruzione dei tempi di prescrizione nei confronti dei dirigenti che hanno determinato i problemi del contratto di quartiere e ha aggiunto qualcosa sul grattacielo di campagna: «È stato approvato da un commissario ad acta, ma è scandaloso che all’Utc le carte non ci siano». Inoltre, l’ex candidato sindaco ha riferito che «il Comune di Trani e molti altri immobili comunali acquistano la corrente elettrica da una società di Imola, pagando il 25 per cento in più e, nel costo, anche le lampada votive del cimitero, mentre noi paghiamo per quel servizio alle confraternite».
Beppe Corrado, dopo avere informato l’assemblea dell’imminente addio dell’ingegner Michele Stasi, dirigente dell’Area urbanistica, ha lamentato la situazione di Amet: «Se il dottor di Corato ha rimesso la delega di amministratore delegato, è il segnale che in quell’azienda c’è molto che non va. Basti pensare che è vigente un contratto telefonico da 8000 euro, mentre il precedente era da 1800».
Ha rincarato la dose Tonino Florio. «In Amet c’è una guerra interna per la gara sull’informatizzazione dell’azienda, ed io lascerò, presso un notaio, una busta con impresso il nome di chi vincerà quella gara».
Le repliche del sindaco Bottaro: «La situazione di Amiu non è semplice, ma noi non siamo mai stati con le mani in mano e certe accuse le ritengo immeritate. Mancanza di rispetto ai consiglieri? Ho chiesto loro uno sforzo per leggere le carte e credo tutti mi abbiano ascoltato. Il grattacielo? Concordo sul fatto che si debbano operare delle verifiche su quell’iter, e cercheremo di rimediare a quanto il commissario ad acta ha disposto. L’ospedale? Sicuramente dobbiamo andare in delegazione in Regione, e vorrei che si costituisca un tavolo politico mentre noi ne stiamo già formando uno tecnico. Sul contratto di quartiere abbiamo già dato mandato al dirigente di procedere con le interruzioni delle prescrizioni. Questione Amet: non comprendiamo perché si acquisti l’energia da fuori e perché il Comune non si sia mai fatto rimborsare il costo delle lampade votive dalle confraternite. Nel frattempo, sto per nominare un nuovo Cda e procedere ad un cambiamento radicale della gestione della società: infatti, ci sarà una due diligence anche su Amet».

