«Un contratto di servizio sottostimato e la chiusura della discarica hanno portato l’Amiu a chiudere il 2014 in forte perdita. Dalle relazioni di Amministratore unico e collegio sindacale abbiamo appreso che la continuità aziendale è a rischio e, oltre un nuovo e capiente contratto di servizio, ci viene chiesto di ricapitalizzare la società ma, anche, fare un’analisi dei costi minuziosa, agendo sule singole voci».
Così l’assessore alle finanze, Angelo De Biase, nella relazione al provvedimento di ricapitalizzazione dell’Amiu. «E purtroppo – prosegue -, per il 2015 si sta determinando una perdita di un altro milione e mezzo. Il problema è che sulla normale attività dell’azienda (raccolta e smaltimento rifiuti, ndr) c’è persino un utile, ma i costi della discarica superano i due milioni La ricapitalizzazione, ovvero la liquidazione, sono le uniche due strade che possiamo percorrere».
Carlo Laurora ha, peraltro, posto la questione pregiudiziale circa l’assenza del parere del Collegio dei revisori dei conti, ma il segretario generale ha chiarito: «È un atto d’indirizzo non vincolante: ne servirà un altro formale e con tutti i pareri».
«Ma questo non è un atto d’indirizzo – ha incalzato Tomasicchio, perché entra nel merito tecnico e necessita, quindi, dei pareri di merito».
Bottaro ha anticipato i tempi: «Noi preferiremmo ricapitalizzare la società e non liquidarla, ma gradiremmo che sia il consiglio ad esprimersi, così da comportarci di conseguenza. Per questo abbiamo posto le due opzioni. E va da sé che questo è un atto d’indirizzo perché, poi, dobbiamo trovare le condizioni finanziarie per ricapitalizzare effettivamente l’azienda. Ed è questo è il motivo per cui si vuole nominare un advisor, perché si deve predisporre un piano aziendale utile ad evitare il danno erariale per il Comune».
Trova conferma, pertanto, l‘ipotesi, da noi avanzata in fondo ad altro articolo, circa n emendamento che cassi la parte del deliberato che non scelta dall’assemblea, molto probabilmente la liquidazione.
