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Amiu verso la ricapitalizzazione: il consiglio comunale di Trani sospende i lavori per formulare l'emendamento della delibera in quella direzione

Francesca Zitoli ha aperto la serie degli interventi in merito alla ricapitalizzazione dell’Amiu: «È scandaloso che oggi, in una fase storica in cui non si trova lavoro, nell’Amiu oltre il 70 per cento dei dipendenti abbia problemi di rapporti interpersonali che nuocciono al servizio reso dall’azienda, secondo l'analisi delle criticità riportate dallo stesso Amministratore unico, così come emerge dai verbali dell'assemblea dei soci Amu. E molte altre sono le criticità di una società che vogliamo ricapitalizzare sì, ma per riceverne un reale e qualificato servizio».

Antonella Papagni ha puntato il dito sui contenziosi: «Tanti comuni non ci hanno pagato, e le responsabilità sono in seno all’Oga ed al suo presidente, Giorgino, di cui chiediamo le dimissioni. E su Amiu incombe la causa degli eredi Manzi per la proprietà del sito della discarica: 15 milioni che potrebbero costringerci a ricapitalizzare ancora. Questa delibera è nebulosa in entrambe le opzioni, un salto nel vuoto senza paracadute».

«L’emergenza ambientale è diventata economica – ha detto Carlo Avantario -, e  questo è il momento di assumerci le responsabilità. Concordo con il percorso tracciato dal sindaco, ma gradirei che si recepiscano anche i contributi che arrivano dalla minoranza».

Per Domenico Briguglio, «ci sono numerosi servizi che devono tornare a Trani: dobbiamo farci valere presso la Regione e la stessa Oga perché percolato e biogas non devono essere un peso, ma una risorsa».

Stessa linea ha seguito Tiziana Tolomeo: «I costi che dobbiamo sobbarcarci vanno divisi con la Regione, da cui sono dipesi i gravi problemi cui ora siamo chiamati a porre rimedio».

È arrivato il momento della ricostruzione di Beppe Corrado: «Il salvataggio dell’Amiu è obbligatorio perché abbiamo un contratto di servizio con l’azienda e la stessa Amiu ha dei compiti precisi nell’Aro che, per beghe politiche, sono stati interrotti. E sono sempre più convinto del fatto che, fuori Trani, ci sia qualcuno che voglia mettere le mani sulla discarica: le due cave confinanti fanno sempre gola, e mi auguro che la Regione entri in gioco e ci salvaguardi. Vogliamo ricordare che Daneco ci pagava la metà del dovuto? Le ordinanze della Regione ci sono costate oltre 4 milioni di mancati incassi, oltre al danno ambientale che è sotto gli occhi di tutti. Ma all’amministratore unico non posso non chiedere il perché di tanti affidamentidiretti, di un piano industriale sostanzialmente senza numeri, dell’eventuale scorporazione tra Amiu servizi ed Amiu impianti, perché il mio timore resta la discarica: infatti, perché non copriamo e dichiariamo chiusa la discarica? Se non facciamo questo, i soldi l’Oga non ce li dà».

Secondo Mariagrazia Cinquepalmi, «questa proposta di deliberazione resta una scommessa al buio ed è piena di contraddizioni che vanno chiarite prima della votazione. La scissione stessa non è chiara: orizzontale o verticale? Chi sarà il socio della futura Newco: il Comune o l’Amiu? E sono approssimative anche le ipotesi dei nuovi servizi da rendere. Amiu, a nostro avviso, non può essere beneficiaria di un affidamento in house anche perché tuttora mancante del controllo analogo e dell’adeguamento a tutte le prescrizioni di legge. Un pur mero indirizzo del consiglio comunale su queste ed altre questioni è insufficiente».

E Diego Di Tondo, capogruppo della Lista Emiliano, s’è rivolto proprio a colui che dà il nome al suo partito: «Dobbiamo pretendere un mano dalla Regione, dal punto di vista economico, e scindere Amiu servizi, in utile, da Amiu impianti, in perdita. Sicuramente la soluzione migliore è la ricapitalizzazione, affidando poi la parte tecnica ad un advisor».

Secondo Tonino Florio, «Amiu è stata un poltronificio e, adesso merita un futuro più lungimirante. Concordo con la soluzione proposta dal sindaco per ricapitalizzare l’azienda, condivido la filosofia della relazione dell’assessore De Biase, ma dobbiamo perseguire chi, nel passato, ha lucrato sull’azienda e, oggi, va persino pontificando sui social network anziché avere il pudore di tacere».

Emanuele Tomasicchio ha confermato: «Questo non è un atto d’indirizzo, ma manca dei pareri di legge. Intanto, sarebbe il caso di sapere per quali servizi Amiu sia abilitata: non serve prevedere la raccolta dell’amianto se, per legge, non si può fare. Per questi, e per altri aspetti, il rischio è di dare vita ad un mostro giuridico».

Carlo Laurora ha chiesto «se nella ricapitalizzazione sia previsto lo scorporo, perché questo passaggio nella delibera non c’è. E quali valori diamo agli immobili da cedere? E siamo sicuri che la Corte dei conti approvi tutto e l’Amiu riesca a camminare con le proprie gambe?».

Raimondo Lima ha insistito sul fatto che «questa delibera, così com’è, decide di nno decidere. Pertanto serve emendarla ed esprime il chiaro indirizzo del consiglio». Frecciata a Florio: «Prendere atto che taluni colleghi consiglieri, candidati sindaco, prendano puntualmente le distanze dalle amministrazioni precedenti dimenticando che se sono seduti in Consiglio è proprio grazie alle preferenze e sostegno di chi in passato ha amministrato».

Per Leo Amoruso (Pd) sarebbe stato molto semplice mettere in liquidazione l’Amiu, senza il rischio di rimetterci matrimonialmente in prima persona, ma noi vogliamo ricapitalizzare la società perché al bene dell’azienda, dei suoi dipendenti e della città ci teniamo. E non è vero che la doppia opzione della delibera sia un “decidere di non decidere”, ma decidere di decidere insieme. E mi fa piacere che molti colleghi della minoranza l’abbiano compreso ed avallino tale scelta». Amoruso ha fatto riferimento anche ad una lettera di Ecoerre, del 18 novembre, con cui quella società chiede la discarica, «ma noi dobbiamo tenercela stretta, perché il controllo pubblico è fuori discussione».

E Tommaso Laurora, dello stesso partito, ha chiesto ed ottenuto una sospensione dei lavori per procedere all’emendamento utile all’approvazione finale del provvedimento. La seduta riprenderà intorno alle 15.


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