Impianto di captazione del biogas ed acque meteoriche, emungimento del percolato, copertura dei tre lotti. Questi gli interventi di messa in sicurezza della discarica, secondo quanto ha riferito l’Amministratore unico di Amiu al consiglio comunale: il costo stimato a base di gara è 3 milioni.
«La vecchia gara del biogas? Ha rinunciato l’Asia ambiente, motivandola con l’elevata presenza di percolato e scarsa di biogas, oltre al mutamento dello stato dei luoghi, giacché la gara risale al 2009. Invece – ha fatto sapere l’Au – stiamo sollecitando l’Oga sia per il recupero delle somme dovute, sia per i fondi del post esercizio, perché il post esercizio inizia quando cessano i ricavi, e questo è il caso della discarica di Trani. Noi non ci fermeremo nei confronti né di Oga, né di Provincia, né di Regione».
Quanto al piano industriale, è stato redatto tenendo conto della futura organizzazione di Amiu, che comprende anche la raccolta differenziata progettata dal Conai. Nel giro di un anno abbiamo approntato le linee guida del piano industriale e lo stesso piano industriale. E questo prevede i costi in poco più di 10 milioni di euro. E vi figurano tutti i servizi non previsti dall’attuale Piano economico e finanziario, dalla raccolta di carogne di animali alla pulizia delle caditoie, dallo sgombero neve all’assistenza agli operatori cimiteriali. L’amianto? È vero, non abbiamo l’autorizzazione alla rimozione, ma abbiamo individuato un fornitore sul portale Enpulia, e questo ha già rimosso 1940 chilogrammi di amianto sull’intero territorio comunale».
Questione impianti: «Amiu – ha spiegato Guadagnuolo – ha una discarica ferma e priva di Aia, che non produce reddito, ed una porzione di cava tuttora non in esercizio. Il reddito può derivare solo dal recupero energetico del biogas. Potremmo ricavarne 12 milioni a fronte di un costo di 1 milione e mezzo. Per farne cosa? Biometano e non energia elettrica, anche perché i nostri mezzi in comodato d’uso sono alimentati a metano e dobbiamo fare rifornimento fuori città: in questo modo ridurremmo i costi».
Guadagnuolo ha poi parlato di un nuovo lotto, «ma funzionale alla messa in sicurezza della discarica cessata. Con la chiusura dei tre lotti, avremmo 38 milioni di euro utili al post esercizio».
Nel merito del piano industriale, «prevede un polo impiantistico per chiudere il ciclo dei rifiuti – ha detto Guadagnuolo -. Possiamo trattare sia l’indifferenziato della differenziata, sia la frazione umida. La valutazione è intorno ai 6 milioni di euro, ma i ricavi sono abbastanza importanti. Anche perché contiamo, con un unico impianto, di captare il biogas e valorizzare l’umido con il compostaggio. In altre parole, chiuderemmo il ciclo dei rifiuti e quello dei prodotti dei rifiuti: questo è il modo migliore di valorizzare l’esistente e, per questo, abbiamo chiesto al Comune di cederci la ricicleria, per l’uso della quale non esiste un sia pur minimo pezzo di carta di convenzione».
Un’altra “anomalia” è legata alle spese per il percolato: «Non si comprende perché costi 35 euro per tonnellata in tariffa, in entrata, ma 48 euro per tonnellata in uscita. Questo problema fa parte del controllo dei costi di gestione, fatto solo quest’anno e, con grandi sacrifici, ha portato ad un risparmio di mezzo milione di euro».
Per finire, i fondi post esercizio: «Dovrebbero essere 28 milioni di euro, di cui 10 per contenziosi. Sul conto corrente vincolato, in conto capitale, ne sono depositati circa 12, cui vanno aggiunti gli interessi. La differenza, di 5 milioni, devono essere stati distratti per la gestione corrente di Amiu. Le azioni di responsabilità? Le vicende nascono nel 1994 e, da allora, qualcosa abbiamo chiarito. Tuttavia, serve ancora del tempo: mi auguro di chiudere tutto e notificare le citazioni nell’arco massimo di due mesi».

