Dopo quasi sette ore dall’inizio della seduta, il consiglio comunale ha deliberato di procedere alla ricapitalizzazione di Amiu Spa con il seguente responso: 22 favorevoli; 2 astenuti; 3 contrari; 6 assenti.
Precedentemente, l’emendamento alla pria stesura della delibera era stato approvato con 22 voti favorevoli, 2 astenuti (Lima e De Toma) e 2 contrari (Procacci e Tomasicchio). Assenti tutti gli altri, fra quelli della vigilia ed altri usciti dall’aula.
Tommaso Laurora (Pd), dopo avere ascoltato l’Au di Amiu, è stato durissimo con i predecessori: «Altro che premi di produzione, produzione di che? Noi, adesso, ci assumiamo la responsabilità di ricapitalizzare l’Amiu, salvando l’azienda ed i posti di lavoro e conservando a Trani un patrimonio che è di Trani. Del resto, se non fosse per i costi della discarica, oggi Amiu chiuderebbe con un utile di mezzo milione, segno del fatto che i vecchi contratti servizio erano drogati».
Nel frattempo, prendeva forma l’emendamento alla delibera, partito da Corrado, per l’eliminazione della parte riguardante la liquidazione e, nel merito della ricapitalizzazione, delle somme previste, così da rendere il provvedimento tale da essere chiamato “atto d’indirizzo”.
Tomasicchio ne ha preso atto, chiedendosi però: «Se ci si danno novanta giorni, dov’è più l’urgenza? Ed il sindaco, nell’assemblea dei soci del 31 dicembre, cosa farà?». Ha rincarato la dose Papagni: «Dall’urgenza siamo passati quasi alla farsa: questa è una delibera poco seria ed ancora meno trasparente». Lima (Fdi) ha chiosato così: «Noi non condividiamo l’emendamento, perché la delibera, così com’è strutturata, è pressoché nulla». E Procacci (Trani a capo): «A questa delibera diciamo “no”, entro novanta giorni vogliamo vedere la vera proposta di ricapitalizzazione, con i costi che oggi vengono eliminati».
«Così come impostato, l’atto d’indirizzo va bene - ha detto Tonino Florio –, ma resta un mero sostegno morale all’amministrazione, senza entrare nel merito della ricapitalizzazione». Perplessità da Pasquale De Toma (Fi): «Questa delibera è una sorta d’incompiuta, quindi ci asteniamo sia sull’emendamento, sia sul provvedimento, che oggi non risolve nulla». Carlo Laurora si è detto «preoccupato per la tenuta economico-finanziaria dell’Amiu, ed è per questo che mi chiedo a che punto sia il piano di razionalizzazione, dove e quali siano le risorse per salvare Amiu a media e lunga scadenza».
Chiosa del sindaco, Amedeo Bottaro: «Questo è il luogo in cui si esprimono le manifestazioni di volontà, e di questa il sottoscritto, come socio unico, aveva bisogno per andare in assemblea dei soci. Il resto è storia nota a tutti, figlia di un’emergenza che ci trascineremo ancora per molto. Pertanto, non posso accettare accuse circa la presunta superficialità dell’amministrazione: semmai è il contrario, stiamo subendo i tempi, ma li stiamo rispettando, senza lasciare nulla al caso».

