Oltre 700.000 euro di differenza, che il Comune di Trani ha dovuto versare, per sentenza, in favore del proprietario di un suolo sul quale si è edificato per il contratto di quartiere Sant'Angelo.
È questo il debito fuori bilancio più consistente che il Consiglio comunale ha dovuto riconoscere in conclusione della seduta di ieri, che si è spesa per la maggior parte della sua durata per la ricapitalizzazione dell'Amiu.
Alle 20:40, quando la riunione si è chiusa, 16 consiglieri hanno votato favorevolmente al riconoscimento di un debito sul quale, però, la Corte dei conti dovrà fare luce con riferimento alle responsabilità di una vicenda nella quale, tra l'altro il Comune di Trani non si è costituito nel giudizio.
L'avvocato Michele Capurso, responsabile dell’Ufficio legale del Comune, rispondendo alle domande dell'aula, ha fatto sapere che «in quel periodo storico (2011, ndr) ero stato “esiliato” presso la Polizia locale, per l'Ufficio legale di quel corpo. Dunque, le scelte in merito a quella vicenda sono state assunte da altri. Il Comune – ha fatto sapere il legale - avrebbe dovuto costituirsi perché si era compreso sin da subito che c'era un problema relativo al valore del suolo e si sarebbe stati soccombenti in caso di contumacia».
Per la cronaca, l’impresa costruttrice si è costituita nel giudizio che ha visto il Comune condannato a pagare 1.500.000 euro (di cui la parte restante già versata dall’impresa), ma adesso, secondo Capurso, «deve a sua volta versare al Comune i 700.000 euro che per l'ente pubblico ha dovuto pagare, perché questo era previsto nel contratto firmato da parte di quello e degli altri soggetti attuatori con riferimento all’eventuale incremento del valore degli espropri».
Dei restanti debiti fuori bilancio della seduta, due sono stati ritirati (uno per vizio formale, l’altro per approfondimenti), gli altri approvati.

