Alessandro Giusto (pianoforte) e Beppe Massara (live electrics), in arte Juno 22, hanno riproposto nella nobile cornice di Palazzo Beltrani il concerto già presentato la scorsa estate nella chiesa rurale di Santa Geffa, riuscendo a ricreare le stesse, suggestive atmosfere pur nella notevole differenza dei luoghi.
Merito di un binomio che, senza mai forzare, ha saputo bene accostare il tradizionale suono del pianoforte ad una serie di voci, suoni underground, ritmi, scrosci, brani tratti da film (Il padrino e Amlie) e piece teatrali (Carmelo Bene), persino interferenze volutamente poste di traverso sulla strada di una musica sempre capace di superarle ed imporsi.
Un concerto vissuto nell'attesa di melodie ritmate, che irrompono dolcemente da un tappeto di sonorità apparentemente disgregate, ma in realtà scientificamente studiate per rappresentare lo stato confusionale della nostra vita, stretta nella morsa di una quotidianità sfrenata e quasi priva di armonia, per ritrovare la quale dobbiamo sforzarci di liberarci dei pesi e ritrovare in noi stessi la leggerezza del suono della pace.
I campionamenti di Massara sono il frutto della maniacale ricerca di ispirazioni da un materiale tanto vasto quanto mai banale, mentre Giusto si sforza di cercare e trovare suoni impensabili dal suo pianoforte, persino percuotendo le corde tirate fra tastiera e coda.
Molto della loro produzione è del tutto originale: musiche composte dagli Juno 22, destinate soprattutto al mondo cinematografico quali colonne sonore, ma meritevoli anche del solo ascolto, come ieri, soprattutto se favorito da luci soffuse e luoghi naturali o palazzi storici.
Difficile trovare un vero modello in quello che si è ascoltato, ma alcune sonorità hanno ricordato il miglior Moby, i Simple Minds di Real to real cacophony, i Visage di Fade to grey.
A volere essere generalisti, saremmo in presenza di new age, ma il grosso studio e l'accuratezza di ricerca e particolari ci porta a ritenere che questo sia un prodotto di originalità e qualità indiscusse, che meritano un esordio discografico e platee più ampie.
Intanto, la prossima estate, il progetto tornerà, arricchendosi, nella sua cornice elettiva di Santa Geffa, in quell’ipogeo che lo esalta e da cui può spiccare il volo.







