Dopo essere stata protagonista di “Sereno variabile” condotto da Osvaldo Bevilacqua, e di “Ulisse, il piacere della scoperta”, di Alberto Angela, Trani ritorna, anche se per pochissimi minuti, sui canali Rai. È andato in onda infatti oggi un piccolo filmato all’interno del programma “Sì, viaggiare” su Rai due, realizzato da Daniele Rotondo. In sottofondo, “Una città per cantare”, la canzone scritta da Rosalino Cellamare (Ron), che «a Trani ha lasciato il cuore e la famiglia».
Immancabile, ovviamente, la nostra Cattedrale, «con la sua austera bellezza, adagiata sul mare» e, allungando lo sguardo, l’antica sinagoga grande, e il quartiere ebraico, della cui storia racconta Andrea Moselli, guida turistica: «Federico II di Svevia, grande innovatore, ha dato un grosso contributo alla comunità ebraica tranese concedendole il monopolio della lavorazione della seta grezza».
Intervistato anche il giornalista Franco Caffarella: «È una città che è sempre stata aperta al dialogo, come mostrano la Cattedrale, la sinagoga, la chiesa degli ortodossi e una comunità musulmana molto integrata».
Ma Trani vanta, come abbiamo scritto nei mesi precedenti, anche un museo delle macchine per scrivere. È stato intervistato Natale Pagano, direttore del museo, che ha raccontato brevemente la storia di una delle tante macchine per scrivere ivi custodite.
La nostra è anche la prima città del Sud intitolata “slow”, come spiega l’ex sindaco e ora consigliere comunale Carlo Avantario: «Una città che punta alla qualità della vita, all'ambiente, promuove i prodotti tipici, fa vivere le sue piazze dai cittadini, promuove l'innovazione tecnologica, i paesaggi, l'agricoltura e le biodiversità».
Intervistata anche una donna, Francesca De Leonardis, esperta di vini e una delle organizzatrici di "Vin' a Trani" che non poteva non parlare del nostro moscato «presente su tutte le tavoli pugliesi e non».
Federica G. Porcelli










