«La stazione di Trani non è abilitata all’assistenza per persone disabili. Se vuole avere maggiori informazioni, deve telefonare a questo numero»: così l’operatrice di Ferrovie dello Stato, indirizzando l’utente ad un altro numero, risponde a Donato, il ragazzo tranese che ha più volte denunciato l’impossibilità, da parte di un disabile, di prendere il treno dalla stazione di Trani.
Con questo problema, Donato si fronteggia quotidianamente in quanto studente pendolare costretto in carrozzina. Il ragazzo aveva detto: «Sono un ragazzo in carrozzina e devo andare da Trani a Barletta. Dovrei prenotare il servizio di assistenza. Dovrei partire il prima possibile» chiamando la linea telefonica preferenziale, a pagamento, alla quale si possono rivolgere i disabili che hanno necessità di spostarsi. Le Ferrovie fanno recare nella stazione un assistente che permette al disabile di aiutarlo negli spostamenti.
«Entrambe le stazioni - dice l’operatrice - hanno bisogno di dodici ore di preavviso».
Amareggiato Donato, che ha rilevato anche la presenza di numerose barriere architettoniche all’interno della stazione: «Se io volessi prendere il treno per andare a Roma, dovrei prendere un regionale da Trani a Barletta, e non è possibile perché la stazione di Trani non è provvista di assistenza per le persone in carrozzina, ovvero una persona con carrello elevatore che mi consenta di salire e scendere dal treno. Non è possibile raggiungere il secondo e terzo binario perché non ci sono né uno scivolo né servoscala».
Il servizio di denuncia è andato in onda in televisione, sul canale “Trm network”, nel programma “La capovolta” condotto da Gianni Ciardo, con Emanuele Giordano come inviato. «Ci sono diverse leggi anche a carattere europeo che regolano il diritto al trasporto dei disabili. Nel 2016, il mio diritto al trasporto non viene ancora garantino. È una vergogna».
Le barriere architettoniche e l’assenza di un servizio per i disabili non sono il solo problema della stazione di Trani, che ha bagni quasi sempre chiusi, e che all’esterno presenta un parcheggio mai portato a termine, oltre che un passaggio a livello ancora attivo che paralizza un quartiere.
Avvilente notare come del problema dell'inaccessibilità la nostra testata si fosse occupata già quattro anni fa, senza che si siano registrati cambiamenti.
Federica G. Porcelli



