Ed anche oggi Trani si merita la pagina di un giornale online, quella del Corriere della Sera, con una foto del Supercinema, per il progetto “Old cinema”, iniziato nel 2008 su iniziativa della fotoreporter Ambra Craighero e diventato ufficiale nel 2012.
«Da punti di aggregazione di intere comunità a non-luoghi dimenticati e spesso abbandonati. Le sale cinematografiche sotto i colpi dei multiplex e dell’intrattenimento su schermi personali hanno perso negli anni il proprio ruolo. E sono diventate rapidamente qualcos’altro», si legge nell’articolo, a firma di Federico Cella.
Ma il Supercinema di Trani, chiuso il 30 aprile 2009, non è diventato qualcos’altro, in quanto non è stato mai più riaperto. Scongiurato il rischio della demolizione dopo l’intervento della Soprintendenza, l’ex cinema fu più volte oggetto di attenzioni, mai però andate realmente a buon fine, anche perché la proprietà dell’immobile è di ben sette soggetti.
Due anni dopo, si formò il “Comitato pro Supercinema”, composto da dieci associazioni: Circolo del Cinema Dino Risi, Compagnia Teatrale Francavilla, Ignoti alla Città, Lacarvella, La Maria del Porto (Associazione), La Fabbrica di Nichi Trani, Legambiente Trani, Marluna Teatro, Miriello's School e da alcuni cittadini interessati alla sorte del palazzo. Il comitato chiese all’amministrazione di allora, quella di Giuseppe Tarantini, di vincolare lo stabile e farlo diventare teatro. Tarantini, in un incontro avvenuto a Palazzo di città nel marzo dello stesso anno, si disse disposto a collaborare insieme all’allora dirigente al settore cultura, Maria Dettori e all’ex assessore alla cultura, Andrea Lovato.
Fu poi l’allora assessore alla cultura Salvatore Nardò, in sede di consiglio comunale a proporre di acquisire l’ex sala cinematografica e teatro in cambio dell’ex macello comunale e dei capannoni Ruggia, ma poi ritirò il provvedimento «per approfondire alcuni aspetti relativi agli immobili che il Comune intende alienare». Nel 2013, il Comune di Trani apparve propenso ad utilizzare il Supercinema come nuovo teatro comunale, ma il problema principale restavano la bonifica dell’eternit presente sul tetto dell’edificio e i costi di ristrutturazione, oltre che l’unanimità, non raggiunta da tutti i proprietari, nel voler vendere la struttura. Non si sa che fine abbia fatto quella delibera del consiglio comunale.
Il 2 gennaio 2015, poi, il Supercinema “perse i pezzi” nel vero senso della parola, tanto che fu necessario l’intervento dei vigili del fuoco.
Ed è seguendo tutto questo iter che oggi di Supercinema si può parlare, quando si parla di “Old cinema”, come quando si ricorda lo “Splendor” della coppia Troisi-Mastroianni.
Un altro cinema-teatro di Trani chiuso, però da vent'anni, è il Bellini, divenuto per un certo periodo anche una discoteca.
Federica G. Porcelli


