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Caso refezione scolastica, il sindaco di Trani rassicura: «Non penalizzeremo i bambini, ma i furbetti dobbiamo stanarli»

«I bambini non devono pagare le colpe dei genitori, ma è pure giusto stanare, finalmente, i furbetti di questa città. Anche perché è evidente che, nel momento in cui ci sono i furbetti, la stessa amministrazione non è in grado assolutamente, dal punto di vista economico-finanziario, di andare incontro alle esigenze di chi, invece, ha tutto il diritto di usufruire delle agevolazioni che il Comune ha intenzione di concedere loro». Così il sindaco, Amedeo Bottaro, in merito alla nuova polemica del giorno, legata alla ventilata sospensione della somministrazione della refezione scolastica nei confronti dei figli di famiglie morose.

«Le risorse sono poche – riprende il primo cittadino - per cui, dobbiamo compiere un'azione mirata per colpire chi può pagare ma in realtà non sta pagando, e vi assicuro che in questa città di casi ce ne sono tantissimi. Diversamente, e per assurdo, pagheranno non i figli, ma quelle persone che, invece, si trovano in situazioni di difficoltà economiche ed avrebbero bisogno dell'aiuto del Comune, ma non potranno più averlo perché il Comune non avrà più le risorse per aiutare alcuno. Quindi – analizza Bottaro – si va esattamente in direzione opposta, alla ricerca di chi, pur essendo in grado di pagare, non paga».  

Fra i possibili motivi alla base del caso, un possibile “corto circuito” avvenuto nell’espletamento del servizio. Fino all’anno scolastico 2012/13 era vigente un sistema elettronico all’avanguardia: ogni bimbo aveva una tessera numerata con microchip, e bastava passare il badge magnetico presso un totem all'ingresso della scuola perché se ne scalasse progressivamente il credito. Appena questo diveniva insufficiente, un sms invitava il genitore a ricaricare la carta.

Poi, però, si sarebbe tornati indietro, al sistema del bollettino postale da ritirare presso il Comune, pagare in posta e riportare in ricevuta al Comune: risultato, tre file da effettuarsi e conteggio pasti affidato alle famiglie. L'anno scorso, nuovo giro e nuova corsa: pagamento con bollettino, o bonifico, e ricevuta da inviare via mail. Ma i conteggi sono comunque affidati ai genitori e, probabilmente, è proprio questa la causa del pasticcio. E c’è chi avrebbe pagato, ma non sarebbe in grado di dimostrarlo, mentre il Comune non ne avrebbe traccia.

Bottaro non dimentica neanche la circostanza per cui il Comune è sempre sotto la lente d’ingrandimento della Corte dei conti e non può concedersi il lusso di ripetere eventuali errori del passato: «Ma non vogliamo assolutamente far ricadere sul cittadino le inadempienze del passato, di amministrazioni che non svolgevano attività di controllo e sondaggio su chi effettivamente pagava e chi no. Questo è il vero cambiamento che la mia amministrazione vuole realizzare, insieme con il pieno rispetto delle esigenze di chi si trova in difficoltà dal punto di vista economico, prevedendo le opportune esenzioni».


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