Sulla vicenda dell’edilizia giudiziaria di Trani, recentemente tornata di urgente evidenza per alcune criticità di Palazzo Gadaleta e sulle ipotesi di trasferimento dei relativi uffici in città limitrofe, interviene il presidente dell’ordine degli avvocati di Trani Tullio Bertolino.
«In primo luogo – afferma Bertolino - va ben tenuto presente che Palazzo Gadaleta, seppur abbandonato a se stesso, non è pericolante e gli ultimi episodi che l’hanno riguardato non ne hanno minimamente minato la stabilità. Tanto risulta anche dall’ultimo sopralluogo eseguito dalla Procura della Repubblica di Trani, all’esito del quale si è potuto appurare che solo una piccolissima parte del palazzo risulta danneggiata dall’infiltrazione d’acqua e che non vi sono preoccupazioni sulla tenuta strutturale dell’immobile. Infatti – evidenzia l’avvocato Bertolino - il provvedimento di sequestro della Procura della Repubblica ha riguardato solo tre locali ed una piccolissima parte del lastrico solare. Chi sostiene che l’immobile stia per “crollare” dice cosa non rispondente al vero e chi afferma queste cose al sol fine di poter chiedere lo spostamento della sede del Tribunale da una città all’altra lo fa senza cognizione di causa».
L’ordine degli avvocati di Trani fa sapere di seguire la vicenda relativa all’edilizia giudiziaria quotidianamente, «così come ogni giorno siamo intervenuti – prosegue Bertolino - per soccorrere la Pubblica amministrazione che non poteva provvedere ad alcuni interventi urgenti sugli edifici sede dell’attività giudiziaria. Gli avvocati non possono tollerare che si intervenga “a gamba tesa” su di una questione così delicata, senza avere preventivamente nemmeno tentato un’interlocuzione con gli addetti ai lavori, senza essere minimamente a conoscenza di quelle attività che l’Avvocatura ha posto in cantiere o che sono già in esecuzione per migliorare il “servizio giustizia”».
Bertolino, dunque, non ha dubbi: «Il Tribunale di Trani, che ha una storia di oltre 800 anni, resterà a Trani, magari con una diversa e più efficiente sistemazione, a dispetto di chiunque voglia approfittare di una situazione di difficoltà per augurarsi il “trasloco” degli uffici giudiziari. In quale sede, poi? Oltre tutto, si tenga conto che se si inizia a pretendere lo spostamento dei palazzi di giustizia in altre città si apre la strada allo sfaldamento dello stesso Tribunale di Trani, con la possibilità che le strutture, a causa della lotta politica intestina tra le varie sedi della provincia, vengano trasferite tutte a Bari».
Ciò comporterebbe, a detta del Foro, «solo ed esclusivamente ulteriori sacrifici per i cittadini che, per ottenere giustizia, sarebbero costretti a sostenere ulteriori spese oltre quelle già cospicue previste dalla legge. Si pensi solo agli abitanti di Minervino Murge o di Spinazzola, che già oggi compiono un autentico viaggio per giungere a Trani e sono stati privati del presidio di giustizia diretto, i quali sarebbero costretti ad intraprendere una spedizione di oltre 100 km per tutelare i propri diritti. Ma si pensi agli stessi cittadini di Barletta o di Andria, che oggi percorrono solo 15 chilometri per chieder giustizia, costretti a recarsi nel capoluogo pugliese per chiedere giustizia. Se questo è il traguardo cui si vuole giungere, allora si dia pure inizio alla gara – afferma Bertolino -. Ma se davvero ci si vuole preoccupare dei cittadini e delle loro esigenze, allora è necessario che la politica risorga dalle proprie ceneri, come un’Araba fenice, e collabori con l’Avvocatura e la Magistratura per offrire il miglior servizio di Giustizia a tutti, concertandosi su di un piano d’azione congiunto e condiviso. Il Tribunale di Trani resterà a Trani e in questo senso l’Avvocatura di tutto il circondario continuerà a battersi».





