Cura dimagrante per Amet, rivisitazione dell'assetto di Amiu, uscita di scena da alcuni soggetti nei quali la presenza parrebbe non produttiva, riflessioni su altre partecipazioni in corso. Questa la sintesi del Piano di razionalizzazione delle aziende partecipate, approvato dalla giunta comunale lo scorso 31 dicembre, ma diffuso soltanto ad un mese di distanza da quella data. Circostanza singolare, il piano porta la firma dell’assessore alle finanze uscente, Angelo De Biase, dimissionario da lì a pochi giorni.
Ieri abbiamo già illustrato le principali azioni previste dal piano, ma va precisato, anche, che il Comune non dimentica la salvaguardia dell'occupazione del personale a tempo indeterminato di Amet, coinvolto nei rami d'azienda da dismettere, e di Amiu, coinvolti nell’operazione di creazione, mediante fusione, di un unico soggetto per la gestione del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti: obiettivo, «realizzare ogni iniziativa consentita per tutelare i lavoratori con gli strumenti e nei limiti disposti dalla legge». Il riferimento è alla clausola di salvaguardia sociale.
Ricordiamo che, per quanto riguarda i tempi delle dismissioni dell'Agenzia per l'occupazione sviluppo dell'area nord barese ofantino e della Fondazione Ida Grecca del Carretto (nonché, eventualmente, del Gal Ponte Lama), sono da attuarsi entro marzo 2016. Per Aigs si vuole attivare la procedura di fallimento, mentre la riorganizzazione di Amet ed Amiu dovrà avvenire, rispettivamente, entro giugno e dicembre di quest’anno.
Il piano prevede che, entro il 31 marzo prossimo, il Comune predisponga una relazione sui risultati conseguiti, la trasmetta alla Corte dei conti e vada in consiglio comunale per le ulteriori determinazioni.

