«I consiglieri comunali, fino ad oggi, hanno reso il loro servizio e si sono assunti la responsabilità del voto in assemblea senza percepire un solo gettone di presenza». A comunicarlo è il presidente del consiglio comunale, Fabrizio Ferrante, l’unico che può esporsi, in qualche modo, in un clima di antipolitica che induce gli interessati al basso profilo.
Ma è un dato di fatto che oggi, a differenza delle piogge di compensi in voga fino a qualche tempo fa, le commissioni consiliari si sono ridotte ed i rubinetti dei gettoni completamente chiusi. E tutto questo accade da oltre sei mesi. Ma cosa, realmente è accaduto?
Ferrante punta il dito verso il commissario straordinario uscente, Maria Rita Iaculli, «la quale – spiega – in qualità di organo monocratico con i poteri, anche, del consiglio comunale, durante il suo governo ha elaborato ed approvato modifiche del regolamento del consiglio comunale. Il problema.l però – fa notare il presidente - è che il consiglio è un organo collegiale, e probabilmente il commissario non sa esattamente come funzionano gli organi collegiali. Così, ha apportato delle modifiche che hanno messo in difficoltà gli stessi dirigenti sull'interpretazione della valenza della funzione del riconoscimento del gettone di presenza in ogni commissione».
Più nel dettaglio, il commissario aveva posto un tetto alle commissioni consiliari, prevedendone non più di una per settimana così da porre un freno ai gettoni di presenza, ma qualcosa deve essere andato storto e, adesso, non si riesce a liquidare nulla: né le commissioni, né gli stessi consigli comunali.
Ed allora, come uscire da questa grottesca situazione che sta vedendo il passaggio dal troppo al troppo poco, ovvero niente? «Abbiamo trovato una soluzione – fa sapere Ferrante -, anche di tipo regolamentare, che probabilmente sarà portata all'attenzione prossimo consiglio comunale. Approvando le relative modifiche al regolamento consiliare, sbloccheremmo la situazione e si potrebbero erogare i gettoni presenza. Ovviamente – precisa - non più nella misura stabilmente copiosa che si era conosciuta nel passato, ma con una maggior ristrettezza».
Il problema, peraltro, non riguarda proprio Ferrante, giacché, secondo il Testo unico sugli enti locali, la figura del presidente del consiglio è assimilabile a quelle di sindaco ed assessori e, pertanto, Ferrante percepisce un’indennità di funzione.
Vi sono, poi, i consiglieri comunali che hanno già fatto sapere che rinunceranno ai gettoni di presenza, ovvero restituiranno quelli legati a commissioni consiliari ritenute improduttive. In tutti i casi, i gettoni bisogna prima incassali, poi devolverli.
Dunque, quando il problema si risolverà, i gettoni si erogheranno a tutti, a seconda delle presenze registrate in consigli e commissioni. Poi ciascuno, secondo coscienza, deciderà cosa farne: «Gli interessati – propone Ferrante – potrebbero divulgare pubblicamente, per esempio, la ricevuta del bonifico in favore di un soggetto che avranno ritenuto di aiutare».

