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Sel Trani: «Sull'ospedale, solo lacrime di coccodrillo: i tagli sono iniziati dieci anni fa»

Ma quante belle lacrime di coccodrillo stanno già invadendo la politica tranese riguardo alla questione ospedale. È bastata una notizia ancora non certa, seppur abbastanza probabile, perché in tanti si scatenassero.Peccato che la malattia di molti sia, come sempre, la memoria corta. Da quanto tempo sapevamo che il nostro ospedale non aveva più futuro?

Ricordiamo che era in via di chiusura già dopo i tagli succedutisi tra il 2002 ed il 2005, ad opera di una certa Regione Puglia governata da un certo centro-destra guidato da un certo Fitto. Seguì un quinquennio in cui, per rimanere in tema, si tentò di “rianimarlo”, riaprendo una serie di reparti. Infine, la condanna a morte venne da Roma, quando, tra la Finanziaria 2010 (Tremonti, do you remember?) e le riforme dell’anno successivo, si condannò a morte non solo l’ospedale di Trani, ma tutti gli ospedali in condizioni similari. Dando anche un messaggio chiaro: un ospedale ogni 200mila abitanti, avrebbe dovuto essere la situazione finale. E dalla Asl dissero chiaramente che tutti gli ospedali della Bat, tranne Andria e Barletta, erano destinati alla chiusura, prima o poi.

Correva l’anno 2011, ed eravamo già condannati (ed a quel punto hai voglia a fare i consigli comunali carnevalata coi camici bianchi, le “catene umane”, e così via). Ci saremmo potuti salvare solo se negli anni precedenti si fosse raggiunto un accordo con Bisceglie per la costruzione di un ospedale unico, già approvato e finanziato dalla Regione. Ma una certa amministrazione comunale fu del tutto immobile. Salvo poi organizzare le cose inutili di cui sopra per farsi propaganda politica ed elettorale sulla pelle dei cittadini. Nell’estate del 2012 il nostro partito già invitava a guardare avanti, a ragionare su una buona Casa della Salute. Perché già avvertivamo la Città che il nostro futuro non poteva che essere quello.

Ed ora che il governo Renzi, con i suoi tagli alle Regioni, ha dato il colpo di grazia, con chi ce la vorremmo prendere? Con l’attuale amministrazione comunale? Con la Regione? Con qualche Assessore? Sono forse loro che hanno iniziato i tagli oltre 10 anni fa? O che hanno fatto quelle leggi e riforme da Roma? O che non si sono mossi quand’era il momento (non certo ora che i buoi erano scappati da tempo)? O che hanno operato questi ultimi tagli, che spingono la Regione ad una nuova ondata di chiusure (dopo che Trani, ricordiamo, è stata risparmiata, nonostante tutto, dalle precedenti, in cui Ospedali di centri non certo piccoli, come Conversano, o territorialmente importanti, come Lucera, erano già stati chiusi), ora inevitabile, e che non può non colpire gli Ospedali più deboli, inevitabilmente? Il paradosso finale è che alcuni di loro si erano posti nella posizione di chi diceva “guardiamo oltre” già in tempi non sospetti. Ed ora li si vuole accusare di non aver fermato ciò che non avevano mai promesso di fermare (anzi)?

Ci domandiamo, invece: dov’erano coloro che oggi parlano quando accadevano le cose su elencate? C’erano loro a protestare contro Fitto nel 2002? C’erano loro a Roma a protestare contro la Finanziaria nel 2010? C’erano loro a spingere per l’Ospedale Trani-Bisceglie, unica via che ci avrebbe salvati? No, loro non c’erano. C’eravamo, invece, noi. Che quindi abbiamo la coscienza a posto: noi per salvare l’Ospedale, finchè si poteva, abbiamo fatto di tutto. Mentre molti di coloro che oggi parlano, ieri sostenevano proprio chi lo affossava. E già da 4 anni orsono, abbiamo avvertito che non c’era niente da fare, ed abbiamo provato, inascoltati o quasi, a guardare oltre.
Ed ora dobbiamo assistere anche a questa invasione di coccodrilli. Pronti a fare una speculazione politica sul tema. Quando dovrebbero solo tacere.

Coordinatore Sel Trani - Antonio Mazzilli


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