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Appuntamento con Trani, Avantario (Pd) e DeToma (Fi) sull'ospedale: «Anche nel ridimensionamento, dobbiamo pretendere la qualità dei servizi»

Ospiti di Appuntamento con Trani della scorsa settimana sono stati Pasquale De Toma (Forza Italia) e Carlo Avantario (Pd). Non abbiamo potuto non cominciare l’intervista partendo dall’ospedale di Trani. Nel piano di riordino ospedaliero, approvato in Regione entro fine mese, la chiusura dell’ospedale di Trani è quasi certa.

Carlo Avantario, ex primario del reparto di ginecologia si è detto «indignato, perché si mistifica la realtà dicendo che l’ospedale verrà chiuso: di fatto, è già chiuso da sette anni. Un ospedale che viene privato giorno per giorno di reparti, non è più un ospedale. Dobbiamo potenziare e aprire definitivamente l’ospedale territoriale».

«Il dottor Gorgoni conosce benissimo la nostra realtà però forse dimentica che abbiamo, come ospedale di Trani, non solo accettato la proposta di essere trasformati in ospedale territoriale–casa della salute, ma anche, prima ancora che lui arrivasse, con grande lungimiranza, chiesto che Bisceglie-Trani diventasse presidio unico. Siamo al di sotto dello standard a livello nazionale per numero di posti letto. Il piano di riordino avviene ogni tre anni per capire i bisogni della popolazione, e noi vogliamo tenere in conto l’impegno economico. Ma se l’ospedale funzionasse (per esempio, stanno facendo la casa della salute a Bisceglie, ma completiamone prima una), altro che risparmio per gli ospedali: noi scaricheremmo il carico di lavoro degli altri paesi a scapito con le liste di attesa che aumentano» prosegue Avantario, secondo il quale l’ospedale territoriale sarebbe l’unico giovamento per la città, come struttura «dignitosissima. Che cosa si aspetta? Vedo una miopia nel vedere le sale chiuse, gli anestetisti che non ci sono, il servizio di risonanza magnetica che non c’è».

«Gli obiettivi del piano di riordino – conclude Avantario – li comprendiamo e condividiamo, ma si dica finalmente basta alle bugie: ci dicano cosa vogliono fare».

I cittadini hanno scritto e detto, all’indomani della notizia, che la colpa è della politica. L’accusa è rivolta a politici di “destra” e di “sinistra”. Così Pasquale De Toma: «Ascoltavo attentamente l’intervento del dottor Avantario e gli riconosco una grande onestà intellettuale. Il piano di riordino ospedaliero sicuramente andrà a penalizzarci, ma questo lo abbiamo detto da tempo, denunciando questa silente opera di disgregazione nel nostro presidio ospedaliero e quando leggo la relazione del dottor Gorgoni capisco che ha ragione: la direzione generale ha fornito al dottor Gorgoni dei dati che venivano fuori da quello che accadeva nel nostro ospedale. Quando denunciavamo che c’era il rischio che il laboratorio analisi venisse chiuso a discapito di tutti i reparti e in particolare del pronto soccorso, le nostre preoccupazioni erano fondate. I cittadini hanno ragione a mille: la politica non ci ha tutelato. Ma quale politica? Io ricordo una lettera dell’allora presidente della regione Raffaele Fitto nel 2004 dove rassicurava il sindaco dell’epoca Giuseppe Tarantini, dipendente della nostra Asl, sull’avvio di alcuni day surgery e sollecitava l’avvio di attività di gastroenterologia. Fitto voleva salvare l’ospedale di Trani e anzi implementarlo».

«Raffaele Fitto attraverso l’agenzia regionale della sanità si muoveva sulla base dei numeri: egli fece chiudere il reparto di maternità dicendo che i numeri non erano in grado di competere; circostanza che tutti i medici contestavano» ha detto Avantario, secondo il quale l'ospedale di Trani faceva oltre mille parti l’anno. «In quel momento storico – dice De Toma – non si facevano mille parti l’anno. Ma come dice Avantario, il piano di riordino viene aggiornato: in questi anni la Regione Puglia è stata governata per due consiliature consecutive dalla sinistra, ora è in mano al centrosinistra. La politica in questo momento poteva salvarci. Io spero che ci sia una presa di parte e si rivedano queste decisioni».

Il consigliere di minoranza prosegue: «Io non ho votato Domenico Santorsola alla Regione ma pensavo che avendo un medico, assessore regionale, forse stavolta il nostro ospedale sarebbe stato salvato. Ho dovuto constatare che quando c’è stato un trasferimento con ordine veloce di materiale dalla sala operatoria di Trani a quella di Bisceglie, c’eravamo io e altri colleghi di centrodestra; quando è stata paventata la chiusura del laboratorio analisi nei turni pomeridiani e notturni, lui non ha detto niente. Devo constatare che Santorsola parla solo quando viene toccato il suo reparto, oncoemtalogia. Perché Santorsola non si è adoperato anche in altre lotte? Perché non è salito sui banchi della Regione per dire “no”? Perché ha lasciato che lentamente, nei reparti, avvenissero questi spostamenti? Dov’era il dottor Santorsola?».

«Il problema è che bisogna assumersi le responsabilità di fare il piano di riordino a livello nazionale e regionale – sopraggiunge Avantario -. In questo piano di riordino, cominciato con Fitto, non potevamo pretendere ognuno di avere il suo ospedale sotto casa, ma andare nell’ottica di un ridimensionamento, pensando non più a risorse economiche “a pioggia” ma pensando in termini qualitativi. Si sono fatte delle scelte in base ai dati, ma se da tre o quattro anni si dice che l’ospedale chiude, la gente fa altre strade. E bisogna tenere presente che noi avevamo il miglior indice di gradimento e di peso delle attività, la migliore capacità di rotazione dei degenti, e l’unico neo era l’indice di occupazione, perché eravamo molto efficaci nel dosaggio delle cure. È vergognoso che ci siano delle sale nuove e completamente chiuse: mettendo a disposizione l’intero ospedale territoriale di Trani potremmo avere del risparmio e migliori cure».

Per quanto riguarda il pronto soccorso, Avantario aggiunge: «Abbiamo una struttura all’avanguardia, e mi piange il cuore pensare che non sarà utilizzata». Trani, nella teoria, avrebbe il migliore pronto soccorso dal punto di vista strutturale, che sarà utilizzato come punto di primo intervento. «Noi pensiamo prima alla sicurezza del cittadino – dice Avantario -, che ha bisogno del pronto soccorso 24 ore su 24 con una equipe qualificata. Servono anche anestesisti in caso di emergenze acute. Non si tiene conto del decoro del paziente, che non deve aspettare dieci ore all’ospedale. Quando il paziente arriva deve essere accolto in un ambiente confortevole, invece le strutture deperiscono».

«Il tuo grido d’allarme – risponde De Toma – lo condivido a pieno, bisogna individuare le responsabilità politiche. Mi auguro che si crei questo ospedale unico Trani-Bisceglie, perché non posso pensare che il reparto di medicina con il dottor Giuseppe Bartucci, un’eccellenza del nostro ospedale, vada via da Trani».

C’è però da dire che da parte della cittadinanza molta ipocrisia in merito alla questione. All’indomani della notizia, i cittadini, soprattutto sui social, si sono lamentati della paventata chiusura dell’ospedale. Eppure, fino a qualche mese fa, proprio alcuni di loro preferivano non andare a ricoverarsi o non farsi curare all’interno dell’ospedale di Trani, contro il quale le critiche negli anni si sono spese, preferendo cliniche considerate di eccellenza.

«Io penso di no – risponde Avantario -. Ogni ospedale deve dimostrare le sue capacità di eccellenza clinica, in termini di risultati e bisogni. Questo non sempre avviene e quindi è normale che il cittadino si rechi altrove, però dobbiamo mettere gli ospedali in condizione di esprimersi al massimo con le proprie risorse umane. Non è possibile che ci siano reparti senza una guardia attiva, o che le strumentazioni non siano al passo con i tempi. Più che ipocrisia, c’è il cittadino che chiede sicurezza. In questa ottica c’è lo sforzo dei politici e se la salute è di tutti chiediamo che la risposta clinica sia adatta a recepire le nuove richieste dei cittadini».

«L’obiettivo è unico – dice De Toma. L’importante era individuare le responsabilità e lottare per un unico obiettivo per evitare che Trani sia l’unico capoluogo di provincia senza ospedale».

Federica G. Porcelli


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