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Ospedale di Trani, Ventola (CoR): «Si punti su quello territoriale», Rizzi (Alternativa comunista): «A rischio la sanità pubblica»

Francesco Ventola, consigliere regionale nella lista “Oltre con Fitto”, scrive a Michele Emiliano, governatore della Regione Puglia nonché assessore alla sanità: «I due piani di riordino a gestione governo Vendola hanno fortemente penalizzato la Bat con il ridimensionamento degli ospedali di Canosa di Puglia e di Trani, cancellandone i codici di presidi ospedalieri e trasformandoli, rispettivamente, in plessi di Andria e di Bisceglie.

La parte riguardante le chiusure e gli accorpamenti dei reparti è stata “magistralmente” compiuta! Per la realizzazione del nuovo ospedale non è stato redatto nemmeno il progetto. Quindi, “concretamente” i residenti della Bat non godono dei medesimi servizi sanitari di cui usufruiscono tutti gli altri cittadini pugliesi, pur pagando le stesse tasse. Gli ospedali di Andria, Barletta e Bisceglie, già oggi (e dal 2013) non riescono a smaltire in sicurezza e nei tempi dovuti le esigenze e le richieste di assistenza che pervengono dall’intero territorio, nonostante, al momento, siano funzionanti i pronto soccorso ed alcuni reparti negli “ospedali” di Canosa e di Trani.

Pertanto, un ulteriore ridimensionamento di questi ultimi è improponibile, a meno che non si stia “scientemente e consapevolmente” tagliando servizi primari non tutelando il sacrosanto diritto alla salute. Del resto, credo non le sia sfuggito che gli ospedali di Canosa e di Trani non hanno più un bilancio autonomo da anni. Quindi, cosa si stanno chiudendo, da un punto di vista meramente economico-finanziario, due strutture che non “esistono”? O ancora: non le sembra che la cancellazione dei reparti attualmente esistenti significhi esattamente privare ulteriormente i cittadini di servizi assistenziali? Ha verificato i tempi di attesa dei pazienti che si rivolgono al pronto soccorso di Andria, Barletta e Bisceglie? Mediamente 8 ore. E si immagina cosa accadrà nel momento in cui “chiude” quel che è rimasto dei pronto soccorso di Canosa e di Trani? Come fa lei a parlare di chiusura di ospedali perché pericolosi? Con le scelte preannunciate il pericolo sarà ancora maggiore, andremo oltre il baratro, di sicuro».

Queste le sue proposte: «Nelle more del realizzando ospedale nuovo in territorio di Andria, garantire i livelli essenziali assistenziali, incrementando il numero dei posti letto, riequilibrando una situazione insostenibile ed anche incomprensibile ed ottimizzando l’uso degli spazi all’interno dei plessi ospedalieri pubblici esistenti. In sintesi, concretizzare un orientamento sempre più prossimo alla cosiddetta “medicina territoriale”, tanto auspicata ma, ad oggi, poco perseguita, garantendo i servizi di assistenza di pronto soccorso».

Arrivato anche il commento di Michele Rizzi, coordinatore regionale di Alternativa comunista ed ex candidato governatore: «Continuare a saccheggiare la sanità pubblica, con un nuovo taglio di ospedali in Puglia (oltre a quelli già chiusi dalla precedente gestione Vendola), pare essere diventato il fulcro dell'azione amministrativa del governatore e assessore alla sanità Emiliano. D'altronde il gioco delle parti tra Renzi ed Emiliano è funzionale a mischiare le carte e a creare il classico scarica barile sulle responsabilità, come se non fossero dello stesso partito, il Pd e della stessa maggioranza.

Come appaiono anche ipocriti esponenti politici della sinistra moderata che fingono di essere contrari alla chiusura degli ospedali mentre appoggiano Emiliano in Regione e fanno parte della sua stessa maggioranza. Delle due l'una e senza ipocrisia politica. Per noi di Alternativa comunista, invece, la sanità pubblica va rilanciata e non certo depotenziata. In che modo? Partendo dalla cancellazione di una voce che è relativa ai finanziamenti pubblici alla sanità privata che ci costano 700 milioni annui e dalla cancellazione della seconda voce che è relativa alla mobilità passiva che costa 220 milioni di euro. Infatti con una sanità più di qualità e con più servizi, molti pugliesi non sarebbero costretti a curarsi altrove. Un totale che fa 920 milioni di euro, ossia il 26% della spesa regionale ospedaliera. Tutto questo rilancerebbe la sanità pubblica pugliese, senza alcun taglio di ospedali e reparti, rendendola più di qualità e con migliori servizi. La strada di Emiliano, invece, è l'ennesimo regalo alle lobby della sanità privata».


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