(n.a.) I proiettili al sindaco di Trani sono l’apice di un’escalation di eventi in cui tanti indizi sembrano fare una prova: il clima che regna in città è pesantemente degenerato, seriamente degradato.
I toni che si utilizzano, troppo spesso, non sono istituzionali e, di conseguenza, i dibattiti che si aprono tendono ad andare fuori delle righe, spostando le attenzioni dai problemi reali della collettività a fatti, quasi sempre, di carattere personale.
Quello che sembra comprendersi è che adesso, davvero, la misura è colma: le sedi della politica non sono più quelle di una volta, ma anche quelle del confronto democratico si sono disgregate.
La recente vicenda dei buoni di Natale nasconde un retroscena ancora peggiore del fatto di cronaca che ne sarebbe scaturito, che ha visto coinvolti il consigliere Lima ed affini del sindaco.
Infatti, i beneficiari dei buoni, quest’anno, sono raddoppiati: da 70 a 147. Di conseguenza, i beni pro capite si sono ridotti. Risultato, molta di questa gente ha verbalmente aggredito gli incolpevoli operatori del centro Jobel, struttura individuata dall’Ufficio di piano di zona come soggetto attuatore del progetto.
In altre parole, si è posta a rischio l’incolumità di brave persone, che lavorano ogni giorno per il prossimo e, da questo progetto, non hanno tratto alcun vantaggio se non insulti e minacce.
Va da sé che già questo fenomeno, da solo, rappresenta uno spaccato dell’irrefrenabile individualismo che sta sgretolando le ultime certezze di questa città: sono sempre più merce rara coloro che credono nella politica come mezzo utile al bene della collettività.
Al contrario, si continua a vedere in questa lo strumento per il soddisfacimento del bisogno personale, anche se effimero: oggi si chiama buono di Natale, domani sarà il sussidio, più avanti il fitto casa, quando si tornerà al voto la banconota in cambio della preferenza.
Svilendo la politica a questo mercimonio, è inevitabile che la classe politica, suo malgrado, lo rifletta ed il confronto politico si stia sempre più riducendo a beghe personali, piuttosto che elevarsi a dialettica utile alla crescita della collettività.
Per quella vicenda dei buoni due persone finirono al pronto soccorso, ma al polso di Trani c’è una flebo che nessun medico, per il momento, potrà staccare. Almeno fino a quando i sintomi saranno questi.
