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Ospedale, Trani va da Emiliano con un pacchetto di controproposte: tutte le richieste

La conferma del pronto soccorso, anziché il declassamento a punto di primo soccorso, tenendo conto dell'imminente conclusione dei lavori di riqualificazione della vecchia sede del presidio delle urgenze.

Ed ancora, la riattivazione di almeno una sala operatoria per favorire la regolare attività di day surgery, l'introduzione del servizio di ginecologia endoscopica nell'ambito della mantenimento della ginecologia, la conferma delle unità operative di medicina, lungodegenza e gastroenterologia. Tutto questo insieme con il servizio di oncoematologia e quelli prettamente territoriali, a cominciare dal Centro polifunzionale.

Questa la proposta che Trani poterà oggi, a Bari, nell’incontro fra i sindaci ed il governatore della Puglia, Michele Emiliano, con riferimento al Piano di riordino in fase di concertazione in questi giorni, prima dell'approvazione in Consiglio regionale.

A rappresentare la città il sindaco, Amedeo Bottaro, il consigliere ed assessore regionale, Mimmo Santorsola, ed il consigliere comunale del Pd, Carlo Avantario. Obiettivo, sottoporre all'attenzione del Presidente della giunta regionale, nonché all’estensore del piano, Giovanni Gorgoni, direttore del Dipartimento dsalute,  le proposte relative ad un ospedale dio cui si può accettare un ridimensionamento, ma con servizi mirati, ma non una vera e propria chiusura. Anche perché Trani sarebbe l'unico capoluogo di provincia d'Italia a perdere l'ospedale.

​«La Regione sta preparando questo piano di riordino in ossequio alle direttive nazionali – aveva spiegato nei giorni scorsi Carlo Avantario in consiglio comunale -, tenendo conto delle esigenze della popolazione, ma anche di un altro fattore importante quale la disponibilità economica, che è sempre più ridotta. Allora bisogna attuare una vera deospedalizzazione per il miglioramento della qualità dell'assistenza, in favore di una medicina territoriale ambulatoriale e senza dimenticare di abbattere le lunghe liste di attesa, del tutto inaccettabili. Quindi – concorda Avantario con le linee del Piano di riordino -, meno ospedali, ma ospedali più grandi che garantiscano più sicurezza».

L’ex sindaco e primario di ginecologia, nel corso del suo intervento, ha meglio illustrato le proposte che la città metterà sul tavolo del confronto con la Regione:  «Mantenere l'unità operativa di Medicina a media intensità, con 24 posti letto, di cui 4 per area critica e 4 per l’osservazione breve; 12 letti di Lungodegenza; 12 di Riabilitazione; la conferma di Gastroenterologia e dell’unità operativa dipartimentale di Oncoematologia; la riattivazione delle sale operatorie, utili al day surgery; il completamento del pronto soccorso, che si sarebbe dovuto inaugurare lo scorso mese di settembre e per il quale si sono spesi così tanti soldi che, in assenza dell’attivazione, sarebbero motivo di danno erariale e spreco di denaro pubblico».

Le dichiarazioni del sindaco, da lì a pochi giorni erano state in linea con quanto affermato dal suo predecessore: «In tutta franchezza – è il parere di Bottaro -, era impensabile un miracoloso stravolgimento dell’idea di riordino degli ospedali, Trani compresa, dopo che, per un decennio, nulla di concreto è mai stato fatto qui per difendere le eccellenze e le professionalità dell’ospedale, smembrato poco alla volta. Ma dalla nostra proposta non transigeremo, ed abbiamo già dimostrato di convincenti quando era stata paventata, solo poche settimane fa, la chiusura del servizio di Oncoematologia, immediatamente scongiurata».


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