Nessuna novità sostanziale nei livelli di inquinamento dei campioni d'acqua prelevati dalla discarica di Trani, chiusa dal 4 settembre 2014 per un incidente che ha determinato la perforazione di una parte di parete del lotto 3 e conseguente dispersione di percolato in falda.
Il pozzo più vicino a quel punto di rottura, il P6v, continua a fornire dati che rivelano la presenza di quattro metalli superiore alla norma: arsenico, ferro, nichel e manganese sono tuttora oltre i limiti di legge.
Anche nelle rilevazioni dello scorso 1mo marzo (effettuate dalla società Allkema, di Modugno, e firmate dal professor Gaetano nuovo), nate da prelievi compiuti in discarica il 22 febbraio, rispetto alla precedente analisi del 9 febbraio il quadro si conferma, ed anche in peggio, con l’eccezione dell’arsenico, che scende da 10,6 a 10,2 millilitri per litro, contro il limite di legge di 10. Sono invece n aumento le presenze degli altri tre metalli: il ferro è passato da 210,5 a 361,5 millilitri per litro (di norma dovrebbe essere non superiore a 200); il nichel è salito da 21,8 a 26,2 (il limite è 20); il manganese da 74,1 è passato a 82,5 contro 50.
Per quanto riguarda gli altri pozzi spia a servizio dell'impianto di contrada Puro vecchio, anche in questo nuovo rapporto i valori risultano tutti nella norma.

