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Fitti attivi, Trani a capo con i dati aggiornati: «All'appello manca un milione di euro»

Ammontano a circa un milione di euro i fitti attivi che il Comune di Trani ha da riscuotere dai conduttori dei propri immobili.

Il dato emerge dalla risposta data dalla Dirigente dell’Area Economica Finanziaria del Comune a una richiesta presentata dal consigliere comunale del movimento Trani#ACapo Maria Grazia Cinquepalmi il 13 novembre scorso.

Si tratta di dati ufficiali e aggiornati a fine 2015, «che confermano in gran parte quanto da noi denunciato il mese scorso», afferma la consigliera Cinquepalmi. «Ci sono privati, aziende, associazioni, organizzazione di vario genere, pubbliche e private, che devono un mucchio di soldi al Comune di Trani e nei confronti dei quali, a nostro avviso, vanno intraprese le procedure di sfratto, al netto di situazioni di privati che si trovano in documentata situazione di indigenza. Non capiamo davvero perché siano state intraprese azioni nei confronti di chi occupa i chioschi sul lungomare e nei confronti della cooperativa che gestisce La Lampara e non anche in tutti i casi che erano già stati certificati con l’elenco allegato al bilancio consuntivo 2014 e, a maggior ragione, nei confronti dei debitori riportati nell’elenco che ci è stato inviato qualche giorno fa dalla Dirigente. Bene ha fatto la dottoressa Marcucci ad inviarlo per conoscenza anche al sindaco, agli assessori al patrimonio e alle finanze e al segretario generale».

«A nostro avviso avrebbe dovuto anche inviarlo per conoscenza alla Corte dei Conti», aggiunge Antonio Procacci, portavoce del movimento Trani#ACapo, «cosa che faremo certamente noi, ma che auspichiamo farà anche il sindaco Bottaro. Se il Comune di Trani è arrivato ad avere circa un milione di euro di crediti derivanti da fitti attivi evidentemente ci sono dirigenti e funzionari che non hanno fatto il proprio dovere e questo va segnalato alla Corte dei Conti. Nei confronti di chi, in modo ingiustificato, non ha pagato i fitti, specie quelle aziende che tutti sanno vanno a gonfie vele, va immediatamente avviata la procedura di sfratto».

«L’elenco che ci è stato trasmesso dalla dottoressa Marcucci, in ogni caso», afferma invece Aldo Procacci, capogruppo di Trani#ACapo, «non ci convince del tutto. Tutte le posizioni riportate in quel documento hanno infatti un anno di riferimento che non corrisponde all’inizio del rapporto di locazione. Per questo abbiamo già presentato un’altra richiesta alla Dirigente dell’Area Finanziaria per conoscere la posizione degli immobili occupati per i periodi antecedenti a quelli indicati nella situazione che ci è stata trasmessa. Ci auguriamo che non siano stati eliminati nell’ambito del riaccertamento straordinario dei residui, sarebbe un’autentica beffa per i cittadini di Trani».

«Naturalmente questa è solo la punta dell’iceberg», conclude Maria Grazia Cinquepalmi, «perché come abbiamo dimostrato il problema non riguarda solo i fitti non incassati dal Comune, ma è l’intera gestione del patrimonio comunale, con contratti di fitto a cifre irrisorie, contratti scaduti, contratti inesistenti, occupazioni abusive, immobili di proprietà del Comune rimasti nelle disponibilità di chi li ha ceduti, per non parlare di fitti passivi a cifre elevatissime. È per questa ragione che abbiamo proposto al Comune di dotarsi, attraverso un bando pubblico, di un property manager, che possa mettere ordine nella gestione del patrimonio immobiliare comunale, e chiediamo all’amministrazione Bottaro di attivare le azioni di responsabilità nei confronti di tutti coloro i quali si sono occupati di questo sino ad oggi, provocando evidentemente un danno erariale alle casse del Comune e, quindi, ai cittadini di Trani».

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