Se si pensa che il termine del 31 dicembre era stato disposto perché, diversamente, si sarebbe perso il cofinanziamento regionale di 2 milioni di euro, va da sé che quei soldi comunitari, da un momento all’altro, possono prendere altre “strade”, metaforicamente parlando.
La Regione aveva bonariamente concesso qualche altro mese di tempo, avendo già constatato lo stato di avanzamento dei lavori e la gran dose di buona volontà che la Provincia ci sta mettendo.
A questo punto, però, la diffida diventa inevitabile, per sollecitare la Provincia a concludere l'opera, pena la perdita dei finanziamenti. E la Provincia, a quel punto, dovrebbe rivalersi su chi starebbe determinando i ritardi, di cui non si sente responsabile.
Tutto questo mentre l’impresa Matarrese ha già evidenziato il registri di contabilità, con iscrizione di riserva, con possibili danni per centinai di migliaia di euro. Il funzionario regionale presente al sopralluogo, l’ingegner Antonio Renna, ha comunque constatato le rispettive responsabilità sui ritardi dell’opera, e questo potrebbe lasciare supporre che si vada verso una nuova apertura di credito e conseguente differimento dei tempi. Ma la pazienza ha un limite. A cominciare da quella degli utenti.

