Se è vero, come è vero, che la gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, negli anni, non è stata impeccabile, anche i cittadini non paiono esenti da colpe: infatti, un decimo della popolazione è morosa.
Oggi l’Amiu è in gravissima crisi e ci si affanna per ricapitalizzarla. Nel frattempo, tuttavia, una grossa spallata alla stabilità del servizio di smaltimento e raccolta rifiuti continua a darla l'evasione dei contribuenti.
Infatti, il dirigente dell'Area finanziaria, Grazia Marcucci, ha nuovamente determinato l'approvazione di avvisi di accertamento per omesso o parziale pagamento della Tares, riferito all'anno d'imposta 2013, pari a 1.400.000 euro, impegnando sul prossimo bilancio di previsione anche una nuova somma di 342.000 euro, a titolo di maggiori spese, interessi e sanzioni sulla tassa non versata tre anni fa.
Il consiglio comunale, il 25 luglio 2013, approvò il regolamento per l'istituzione ed applicazione della Tares. A settembre di quell'anno si inviarono gli avvisi di pagamento dell'acconto 2013, calcolato sul 70 per cento del ruolo Tarsu emesso nell'anno 2012, ed a dicembre 2013 furono inviati gli avvisi di pagamento del saldo, calcolato sulla base delle tariffe decise in consiglio comunale.
Ebbene, a giugno 2015, a seguito di controlli effettuati sui pagamenti della Tares, dovuta per quell'anno di imposta, è risultato che, sul totale del ruolo 2013, pari a 6.500.000 euro, non risultavano incassati 1.700.000 euro.
Di conseguenza, nuovi avvisi sono stati inviati a mezzo di raccomandata, ed il numero è assolutamente impressionante: 6700 avvisi di sollecito. In altre parole, un decimo della popolazione di Trani non ha pagato la tassa sui rifiuti soltanto nel 2013. A seguito di tale iniziativa, la somma non pagata è scesa ad un milione, ma, tra sanzioni ed interessi, risale a 1.400.000 euro.

