Da un eccesso all'altro: in via Giovanni Falcone, chi prima correva adesso va eccessivamente piano. Il cronista, nella mattinata di ieri, procedendo a 45 chilometri orari, è riuscito a sorpassare in corsia due auto che procedevano a 20.
L’effetto velobox, sullo stradone che collega via Istria con via Pozzo piano, sta determinando un improvviso cambio delle abitudini di tutti i conducenti: piede alzato dall’acceleratore e marcia in ordine sparso, tra chi si mantiene tutto sulla destra, chi al centro e chi si accosta alla doppia linea di mezzeria.
Una psicosi collettiva determinata dalla paura di subire sanzioni a causa dell’installazione di quattro dispositivi di rilevamento del limite di velocità, fissato in 50 chilometri orari, con margini di tolleranza dai 5 ai 10 km orari. Nel frattempo, città divisa: i favorevoli parlano di ottimo deterrente per la sicurezza; i contrari di strumento utile solo per fare cassa.
Intanto, a distanza di meno di 24 ore dalla loro installazione, uno dei quattro dispositivi è già stato danneggiato da un veicolo ed è fuori sede: si tratta di quello posto all'intersezione con via Bachelet, su cui sono i segni di un urto e soprattutto l'inclinazione rispetto al piano di appoggio.


