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Vigilanza notturna di Trani, il presidente precisa e rilancia: «Nove licenziamenti, tutti inevitabili. La Cgil? Faccia proposte, non barricate»

Sono nove, e non tredici, i dipendenti della Vigilanza notturna tranese licenziati lo scorso 1mo agosto.

Lo fa sapere il presidente, Giovanni Palmieri, dopo che avevamo riferito, nei giorni scorsi, di una circostanza in ogni caso confermata nella sostanza: la perdita di posti di lavoro nella quarantennale cooperativa di via San Gervasio. Lo stesso presidente, peraltro, tiene a puntualizzare alcune circostanze utili a fare chiarezza sulla comunque dolorosa vicenda.

Per prima cosa «i provvedimenti di licenziamento non sono stati impugnati solo dalla Filcams Cgil - fa sapere Palmieri -, ma anche da altre organizzazioni sindacali , nonché dai singoli lavoratori, che si sono rivolti a propri difensori di fiducia. Inoltre (con riferimento alle affermazioni rilasciate dal segretario provinciale della Filcams, Tina Prasti, ndr), è puerile sostenere che il servizio ed il numero dei lavoratori della Vigilanza notturna non possono e non devono essere condizionati dai servizi in appalto ottenuti dalla stessa cooperativa, quando evidentemente, per lunghi anni, tali servizi sono stati assolutamente preponderanti rispetto all'attività aziendale. Altrettanto risibili - scrive testualmente Palmieri - sono le considerazioni che la Filcams Cgil ritiene di trarre quando, con eccessiva sicumera, sostiene che i provvedimenti di licenziamento determineranno conseguenze negative sull'intero servizio che la cooperativa renderà da qui in avanti. Tali affermazioni - secondo la Vigilanza notturna - sono lesive del buon nome della cooperativa e possono essere causa di incalcolabili danni».

Palmieri passa così ad evidenziare i tre passaggi fondamentali che hanno determinato i nove licenziamenti: «Per prima cosa, dal 1mo giugno 2015 il servizio in favore del Comune di Trani è stato ridotto e trasformato in servizio di portierato, e non più guardia giurata armata, con drastica riduzione dei compensi orari. Inoltre, dal 1mo giugno 2016, la Banca popolare emiliana di Barletta ha risolto il contratto di vigilanza. Infine, dal 1mo luglio 2016, la Procura generale di Bari ha risolto il contratto di vigilanza presso gli Uffici giudiziari, perché le spese per il funzionamento dei Tribunali sono passate a carico del Ministero della giustizia e, come noto, affidati alle forze dell'ordine presenti sul territorio».

Illustrato lo scenario, il presidente della Vigilanza notturna considera che «dai freddi numeri può facilmente evincersi come le preoccupazioni della Cgil siano fuori luogo, avendo la cooperativa - sostiene Palmieri - personale sufficiente per garantire ai privati, e non, tutta la consolidata assistenza. Non vorremmo, dunque, che tali situazioni mirino ad altri obiettivi». Il presidente dei metronotte, infine si dice «dispiaciuto che, in sede di incontro con le organizzazioni sindacali maggiormente espressive, la Filcams Cgil abbia volutamente evitato, a differenza delle altre sigle, un qualsiasi confronto: forse aveva fretta di passare le pratiche i suoi avvocati».


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