L'unico vero problema della festa è stato il gran caldo, decisamente superiore al previsto. Si era scelto di celebrare la prima unione civile della Provincia di Barletta Andria Trani e, segnatamente, della città di Trani, sul terrazzino dello chalet della villa comunale, per godere di una gradevole ventilazione naturale: invece, il vento oggi s'è fermato ed il sole ha scelto di picchiare forte.
Ma è stato, davvero, l'unico disagio di una mattinata che, nel suo piccolo, resterà storica. Ne hanno dato atto Nunzio Liso e Nico Giuliani, da oggi civilmente uniti dal sindaco, Amedeo Bottaro, in un atto che garantisce ufficialmente loro gli stessi diritti di un qualsiasi matrimonio etero.
Per entrambi, emozione e soddisfazione per il traguardo raggiunto, che in realtà «è anche - secondo quanto è stato sottolineato - un punto di partenza verso una conquista civile che va sempre più estesa. Perché Trani? Perché qui abbiamo trovato un'efficienza ed efficacia amministrativa che ci ha consentito di approdare molto rapidamente a questo passo ufficiale, ma è anche vero che per noi Trani, Andria, Barletta, Bisceglie, la provincia tutta, le sentiamo come casa nostra».
Il matrimonio è stato coordinato dal responsabile dei Servizi demografici, Giuseppe Lorusso, e ha visto la partecipazione di numerosi invitati fra amici e rappresentanti delle istituzioni. C'era il presidente della Provincia, Beppe Corrado, l'unico sindaco presente era quello di Barletta, Pasquale Cascella, ma vi erano anche parlamentari, consiglieri regionali, provinciali e comunali.
Per la cronaca, neanche un contestatore. Le unioni civili, così tanto bistrattate sui social network, quando si passa alla realtà di fatto sono una festa alla quale non si oppone nessuno: la vita reale, ancora una volta, si prende una bella rivincita su quella virtuale.






