Alla fine del 2016 il Comune di Trani dovrebbe risparmiare 600mila euro rispetto ai costi previsti per le misure d'emergenza relative alla messa in sicurezza della discarica. Lo si vince dalla determinazione dirigenziale con cui il dirigente uscente dell'Area urbanistica, Gianrodolfo Di Bari, ha liquidato una somma di 884.000 euro in favore della partecipata Amiu. La previsione di spesa, per l'intero 2016, era di 2.400.000 euro e, pertanto, si profila un congruo risparmio se la tendenza dovesse confermarsi anche per il secondo semestre dell'anno.
Alla base di questo impegno di spesa vi è la delibera del consiglio comunale dello scorso 4 maggio 2016, che ha autorizzato la ricapitalizzazione di Amiu Spa deliberando che il Comune di Trani, «in virtù e proporzione alla propria quota di comproprietà (in realtà ne è proprietario e socio unico, ndr), a partire dal 1mo gennaio 2016, si accolli integralmente tutti i costi di messa in sicurezza d'emergenza della discarica e che quindi, da tale data, gli stessi devono essere assunti ad esclusivo carico del Comune o, comunque, attraverso fondi regionali e, ove possibile, della post gestione». Peraltro, se è vero che tali costi devono essere sostenuti dal Comune, vi è sempre il diritto di rivalsa nei confronti del soggetto responsabile dell'inquinamento: la delibera, infatti, prevede anche l'esercizio delle azioni risarcitorie relative al procedimento penale avente per oggetto i reati ambientali correlati alla gestione della discarica comunale amministrata da Amiu.
Le operazioni sono legate soprattutto all'emungimento del percolato dalla discarica, che evidentemente sta cominciando a costare meno perché minore è la quantità. Sicuramente sono venute incontro le minori piogge, ma è altrettanto probabile che la periodicità dei prelievi e l'attenzione prestata abbiano consentito effettivamente, di ridurre la quota di percolato presente nell'impianto e, di conseguenza, i costi di estrazione.
Il semestre liquidato è pressoché sovrapponibile a quello dell'assessorato all'ambiente di Michele di Gregorio, insediatosi a gennaio. Proprio il delegato del sindaco, nel prendere atto con misurata soddisfazione di questo primo risultato raggiunto, importante sotto il doppio profilo economico e della sicurezza, pone in rilievo che «sono tutt’ora in essere tutte le iniziative di sicurezza della discarica da parte dell’Amiu, che continua a provvedere al monitoraggio, a mezzo di soggetti specializzati, sia dei Pozzi spia che delle immissioni in atmosfera provenienti dalla stessa. Inoltre, sono in corso le necessarie procedure amministrative, presso le competenti autorità regionali e provinciali, di chiusura definitiva dei tre lotti della discarica, nonché bonifica e messa in sicurezza della stessa. E la Regione Puglia, grazie anche all’intervento dell’assessore al ramo, Mimmo Santorsola, ha richiesto, nell’ambito dei fondi Cipe, la somma di circa 18 milioni di euro per la messa in sicurezza della discarica e la necessaria dotazione impiantistica. Ovviamente - conclude - tutte le attività sono documentate da documenti ufficiali e formali».
Per la cronaca, la chiusura della discarica è avvenuta il 4 settembre 2014, il sequestro penale il 15 gennaio 2015 e la successiva revoca dell'autorizzazione integrale ambientale l’8 aprile dello scorso anno.


