Dovrebbe iniziare a lavorare a Trani da prossimo 8 settembre. Avrebbe potuto farlo già un paio di anni fa, quando partecipò al bando di mobilità per un posto a tempo indeterminato a capo dell'Area lavori pubblici, ma giunse terzo nella graduatoria e scelse di non presentandosi al colloquio. Questa volta, invece, guiderà la Ripartizione urbanistica con l'istituto del comando da un altro ente, segnatamente il Comune di Giovinazzo, di cui è dipendente.
Stiamo parlando dell'architetto Vincenzo Turturro, 51 anni, di Bari, che il sindaco Amedeo Bottaro, grazie alla disponibilità dell'amministrazione comunale di Giovinazzo, ha scelto come successore dell'ingegner Gianrodolfo Di Bari che ha lasciato la carica apicale nei giorni scorsi, dopo la risoluzione consensuale di un contratto che sarebbe dovuto terminare il prossimo 31 dicembre. Turturro potrebbe, a questo punto, essere il titolare dell'urbanistica almeno per tre anni, perché i comandi sono rinnovabili, appunto, fino a 36 mesi.
Si tratta di una figura apparentemente scevra da compromessi, nella misura in cui a Bitonto, dove ha lavorato alcuni anni fa, Turturro si trovò al centro di gravissime intimidazioni ai suoi danni, tutte accadute nella stessa giornata: al mattino ritrovò dei proiettili in una busta, poi fu vittima di un principio di incendio della sua vettura e, in chiusura, giunse il rogo doloso del veicolo di sua moglie. Una triplice violenza che non smosse di un millimetro il professionista, che ha continuato il suo lavoro e adesso si prepara a conoscere la realtà di Trani, certamente è molto più serena sotto l'aspetto della cronaca, ma non priva di grattacapi soto altri aspetti.
Infatti, proprio nell'Urbanistica, la città da tempo fa fatica a decollare ed i professionisti degli Ordini degli architetti, ingegneri e geometri avevano ripetutamente posto in risalto tali lacune nel giorno dell' avvento di Di Bari, che Bottaro il sindaco ritiene di presentare proprio nella sede dell'Ordine degli architetti. Peraltro, che l'Area urbanistica sia un campo minato lo ha dimostrato anche l'inaspettato passaggio ad altro ente del dirigente in carica a tempo indeterminato, Michele Stasi, che ha scelto l'aspettativa a Trani indispettendo non poco il sindaco.
Questo, però, fa capire che non è soltanto un problema di qualità e spessore delle figure apicali, ma, molto probabilmente, anche della limitatezza dell'organico a disposizione, circostanza della quale anche Di Bari ha avuto modo di lamentarsi con il primo cittadino: pochi uomini, a fronte delle numerose deleghe ed incombenze dell'ufficio. Ma è pur vero che Bottaro, a sua volta avrebbe attribuito a Di Bari alcuni rallentamenti, nel lavoro portato avanti, forse poco dipendenti dagli istruttori e più direttamente riconducibili alla sua figura.
Su questi - dalle destinazioni d'uso alla ricapitalizzazione dell'Amiu, passando al delicato rappoto con l'Area finanziaria - Turturro sarà chiamato ad intervenire con scelte che rappresentino una svolta, soprattutto in favore di quell'utenza che resta, senza ombra di dubbio, il vero anello debole della catena.

