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Ora alternativa alla religione nelle scuole della Barletta-Andria-Trani, l'organismo degli atei: «Non tutte le scuole l’hanno attivata»

È a firma di Giuseppe F. Ruggieri, coordinatore del circolo Uaar (unione atei agnostici razionalisti) della Bat, la lettera inviata ad i dirigenti scolastici della provincia nella quale l’associazione, tra i cui obiettivi principali c’è quello della garanzia della laicità delle istituzioni, scrive di aver registrato come «non tutte le scuole abbiano attivato in tempo le attività alternative all'insegnamento della religione cattolica, dando luogo a situazioni illegali che durante l'anno scolastico passato abbiamo stigmatizzato e in alcuni casi denunciato alle autorità competenti. Situazioni discriminatorie come queste non trovano alcun sostegno nella giurisprudenza vigente, che anzi esplicitamente le condanna ribadendo il diritto all’ora alternativa».

Ruggieri fa notare come il Consiglio di Stato, con sentenza n.2749 del 7 maggio 2010, abbia stabilito che «la mancata attivazione dell’insegnamento alternativo possa incidere sulla libertà religiosa dello studente o della famiglia». Inoltre, scrive il presidente dell’Uaar Bat, «la circolare del Ministero dell’Istruzione n.59 del 23 luglio 2010, inerente l’adeguamento degli organici di diritto alle situazioni di fatto per l’anno 2010/2011, evidenzia la necessità di assicurare “l’insegnamento dell’ora alternativa alla religione cattolica agli alunni interessati”. L’ordinanza del tribunale di Padova n.1176 del 30 luglio 2010, ancora, ha stabilito che l’attivazione dei corsi alternativi costituisce “un obbligo”, e che la loro mancata attivazione costituisce “un comportamento discriminatorio illegittimo”, fonte di responsabilità risarcitoria per l’istituto scolastico. Infine il Miur, con nota del 22 marzo 2011, ha trasmesso alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado le indicazioni della ragioneria generale dello Stato inerenti il pagamento delle attività didattiche alternative all’insegnamento della religione cattolica. Il parere, concordato tra il Miur e il Mef, ribadisce che la scelta di genitori e alunni di avvalersi delle attività didattiche alternative alla religione cattolica rende le stesse un “servizio strutturale obbligatorio”, da pagare “a mezzo dei ruoli di spesa fissa”.

Come anticipato da diversi uffici scolastici regionali, risulta certificato dai due ministeri competenti che i costi dell’ora alterativa sono coperti dallo Stato e non gravano sui singoli istituti scolastici». 


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