C'è anche Amet tra le «new entry» delle attenzioni di Trani a capo, che si prepara a presentare tre esposti presso le Procure della Repubblica, rispettivamente, di Trani e Corte dei conti, su altrettanti argomenti per i quali si dichiara insoddisfatta delle risposte ottenute dopo l'attività politica ed amministrativa intrapresa.
Gli argomenti sono gli oneri del contratto di quartiere Sant'Angelo, la locazione della chiesa sconsacrata presso il fortino al Molo SantAntuono e le pendenze economiche della ex municipalizzata di elettricità e trasporti.
Secondo quanto dichiarato in una conferenza stampa dal portavoce, Antonio Procacci, e dai consiglieri comunali Aldo Procacci e Mariagrazia Cinquepalmi, «è la conseguenza del nostro modo di agire coerente. Riscontriamo cose che non vanno, informiamo l'amministrazione, facciamo interrogazioni, chiediamo l'accesso agli atti. Qualche volta otteniamo risposte insoddisfacenti, altre non le otteniamo neanche. Va da sé che, in taluni casi, non possiamo fermarci all'aspetto politico e siamo costretti ad agire presso altre sedi».
«La chiesa di sant'Antonio non era sconsacrata - afferma il portavoce Procacci -. La vicenda è tobida e non lo dico io ma prima Iaculli e poi la Soprintendenza» dice, riferendosi al locale "Le lampare al fortino", che sorge presso il molo sant'Antuono, laddove prima c'era una chiesa.
Per quanto riguarda l'Amet, i dubbi dei tre esponenti del movimento riguardano i debiti che gli utenti morosi hanno nei confronti dell'ente, all'interno del quale nessuno si preoccupa di riscuoterli.
I dubbi sul contratto di quartiere, inoltre, riguardano il fatto che la società "Gable insurance ag.", con sede nel Liechtenstein, con la quale le due società che vantano crediti nei confronti del Comune hanno stipulato una polizza, sia stata richiamata dall'Ivass, l'istituto per la vigilanza sulle assicurazioni.


