Il professor Gaetano Nuovo, responsabile del servizio di analisi chimiche su campioni d'acqua prelevati dai pozzi al servizio della discarica di Trani, effettuato dalla società Allkema, aveva comunicato lo scorso 16 settembre all'Amiu che, «in seguito ad analisi condotte su campioni prelevati contestualmente ad Arpa Puglia nei giorni 12, 13 e 14 luglio, abbiamo rilevato un'inaspettata, elevata concentrazione di nichel, pari a 34,3 milligrammi per litro, eccedente il limite previsto per legge di 20. Sono stati effettuati altri prelievi il 5 agosto e l'8 settembre, ed i valori sono scesi rispettivamente a 27 e 20 milligrammi per litro. La tendenza a rientrare nei limiti è evidente, ma, a tale riguardo, è stato programmato un ulteriore campionamento in data 20 settembre», da quale tuttora non si conoscono gli esiti».
Si tratta, dunque, di un elemento di riflessione in più in merito al rischio ambientale correlato alla presenza di metalli al di sopra dei valori tollerati dalla legge, nella discarica di Trani, ad oltre due anni dalla chiusura dell'impianto, e successivo avvio di costanti analisi sulla qualità delle acque prelevate dai pozzi al servizio del sito. Per la cronaca, nell'ultimo rapporto rilasciato dalla Allkema lo scorso 29 agosto (sulla base di prelievi effettuati il 22 agosto), l'unico metallo oltre la soglia è risultato il manganese: 80,9 milligrammi per litro, rispetto ai 50 considerati come valore limite. Nella precedente rilevazione, del 2 agosto, il valore era stato 69,7, mentre in quella del 6 luglio il manganese era tornato sotto il livello di guardia. Restano nella norma i valori di tutti gli altri metalli presenti nei campioni prelevati dal pozzo P6v, il più vicino al luogo dell'incidente alla base della chiusura della discarica, con perforazione della membrana e dispersione di percolato in falda.
