È stato attivato presso il comune di Trani “E-lisir, evoluzione lingua italiana segni con interprete in rete”, un servizio che permetterà anche ai sordi di accedere da soli, senza aver bisogno dell'accompagnamento di alcuno, agli sportelli di palazzo di città, tramite un tablet connesso con un interprete Lis, che in tempo reale comunica con il sordo spiegando le sue esigenze all’impiegato comunale. Un sistema facile da utilizzare, immediato, ed anche economico. Presente alla conferenza stampa di stamane, durante la quale è stata data una dimostrazione dell’utilizzo di “E-lisir”, il direttore generale della Asl Bt Ottavio Narracci: «Tutto ciò che favorisce il superamento delle barriere e accorcia le distanze tra servizi e cittadini è degno della nostra attenzione. Verificheremo la possibilità di implementare questo servizio nelle nostre strutture».
Hanno espresso soddisfazione per l’attivazione del servizio sia Nicola Dentamaro, presidente Ens (ente nazionale sordi) Puglia, che ha però ricordato come l’Italia non abbia ancora riconosciuto, unica in Europa insieme a Malta, la Lis come lingua, che Rocco Morese, presidente Ens Bat, ringraziando l’amministrazione comunale anche a nome dei sordi, presenti stamane numerosi a palazzo di città. I cronisti sono riusciti ad intervistare Dentamaro e Morese grazie all’aiuto di una interprete.
L’assessore al ramo Felice Di Lernia ha dichiarato: «Quello di “E-lisir” è l’avvio di una delle cose di cui più sono orgoglioso. Siamo il primo Comune in Italia a far partire questo servizio e se ci dovessero chiedere quale debba essere la caratteristica di questa città non avremmo dubbi nel dire: questa città deve essere accessibile. La parola d’ordine è “nessuno resti escluso”. Non è possibile che nell’epoca dell’informatica qualcuno possa rimanere fuori perché non può sentire o parlare».
Queste le parole del primo cittadino, Amedeo Bottaro: «Siamo particolarmente lieti e soddisfatti, oltre che contenti di essere stati i primi nelle “cose secondarie”, come dice qualcuno. Cercheremo di essere sempre primi in queste “cose secondarie” se questa è una cosa secondaria. Per noi invece è fondamentale rendere accessibile la pubblica amministrazione a tutti, per una società che si dice civile».
Federica G. Porcelli





