Domenica scorsa, sulla Gazzetta del Mezzogiorno, il presidente dell'Ordine degli avvocati di Trani, Tullio Bertolino, aveva rilasciato una dura intervista sostenendo la tesi per cui, al tavolo del confronto sulle sedi degli uffici giudiziari, il Foro di Trani sarebbe stato volontariamente escluso.
Bertolino faceva riferimento ad un incontro, tra sindaco e presidente del Tribunale, nel quale l'Ordine sarebbe dovuto essere presente, ma, invece non era stato neanche invitato: «Qualcuno sta operando nell'ombra per ottenere un trasferimento parziale degli Uffici giudiziari in alcune città limitrofe», ne aveva dedotto Bertolino.
L'Ordine ha persino messo da parte l'iniziale contrarietà al trasferimento di parte degli Uffici giudiziari alla scuola De Bello, ma è irremovibile rispetto a qualsiasi soluzione in uscita da Trani: «A Trani la giustizia si amministra con successo da ottocento anni - ricorda Bertolino - e non sarà certo questo il momento per cambiare la storia».
L'Ordine ha proclamato lo stato di agitazione degli avvocati, proprio con riferimento all'intera questione dell'edilizia giudiziaria.

