Non capisce ma si adegua Francesco Boccia, parlamentare del Partito democratico del nostro territorio: voterà «sì» al referendum costituzionale del 4 dicembre, pur essendo probabilmente orientato al «no». Lo ha fatto capire durante la partecipazione alla trasmissione radiofonica «Un giorno da pecora», in onda su Radio 1 Rai alle 13.30.
Il deputato non si è sottratto alle domande provocatorie dei conduttori, Geppi Cucciari e Giorgio Lauro, ed ha ammesso candidamente di essersi adeguato alla volontà dell'80 per cento del Pd, pur rappresentando al partito il problema che «questo referendum non sarebbe dovuto essere la contrapposizione tra una parte ed un'altra». Peraltro, ha anche minimizzato sull'importanza del voto, relegandolo a «determinante su una parte secondaria della Costituzione che riguarda la riforma della pubblica amministrazione».
Nonostante le domande incalzanti, Boccia non ha risposto con chiarezza al quesito sul fatto se Matteo Renzi debba dimettersi in caso di vittoria del «no». Il deputato biscegliese ha dato due mezze risposte: «Deve essere consequenziale»; «Deve fare altro».
Sul caso Roma, Boccia ha anche espresso critiche sulla giunta Marino, per come non avrebbe saputo invertire la rotta rispetto al Governo Alemanno, ed ha così difeso l'operato del Movimento 5 stelle: «Sono lì da tre mesi, quindi affermare che i problemi di Roma siano colpa dei Cinque stelle è scorretto e non è una cosa seria». Subito dopo, però, Boccia è stato duro nei confronti Virginia Raggi, attaccandola per il fatto di non avere ancora formato una giunta completa e non essere partita con un'azione di governo incisiva.
Qui il podcast della trasmissione radiofonica.



