Ad alcuni giorni di distanza dalla conferenza stampa del movimento Trani a capo, il sindaco, Amedeo Bottaro, risponde nel merito di una delle tre questioni sollevate dal portavoce, Antonio Procacci, e dal gruppo consiliare, formato da Aldo Procacci e Maria Grazia Cinquepalmi.
La questione è quella degli oneri del contratto di quartiere Sant'Angelo, con particolare riferimento alla vicenda del permesso a costruire rilasciato all'impresa Gramc, all'esito di una transazione con il Comune per il recupero delle somme dovute e precedentemente non pagate.
Il primo cittadino, in un video, respinge le accuse di presunta compiacenza, mosse da Trani a capo, e dichiara false le affermazioni rese dal suo ex avversario in campagna elettorale: «Abbiamo verificato la validità della polizza fideiussoria alla base di quella transazione - dice Bottaro - presso la stessa compagnia di assicurazione Gable, con sede in Liechtenstein, lo scorso 25 febbraio. La società ci ha risposto il giorno seguente assicurandoci la piena validità della stessa».
Dopo il primo, mancato pagamento da parte della Graziano, circostanza che già avrebbe fatto saltare la stabilità della transazione, «il 12 luglio ho scritto a tutti i dirigenti - fa sapere il sindaco - per chiedere il recupero dell'intera somma da incassare come era stato effettivamente previsto nella transazione firmata con la società, ed il 21 luglio ho anche inviato un sollecito agli stessi dirigenti per raccomandarli sulla necessità di incassare l'intera somma. Abbiamo così escusso la polizza e maturato la certezza di incassare quei soldi perché, al contrario di quanto Trani a capo afferma, la Gable non è insolvente. La differenza rispetto a quanto loro dicono, è che dal 9 settembre non rilascia nuove polizze, ma tutte quelle precedenti sono perfettamente regolari. Non è un caso che la Gable abbia coperto le assicurazioni di numerose società calcistiche di Lega Pro, serie B e persino della Sampdoria, e la Federazione italiana giuoco calcio non ha mai sollevato problemi in merito».
La polizza è stata escussa il 27 luglio 2016, direttamente presso la sede di Vaduz della società, «e nello stesso giorno abbiamo dato avvio al procedimento di revoca del permesso a costruire. È vero - ammette Bottaro -, il palazzo è tuttora in fase di edificazione, ma se abbiamo la certezza di recuperare l'intera somma non vediamo perché non si debba consentire di proseguire i lavori. Non avrebbe senso bloccare un cantiere, soprattutto perché, dietro la politica, ci sono le persone. Ed a noi è sempre piaciuto che la politica si faccia nelle sedi della politica e non presso la Procura, che peraltro non ci spaventa e presso la quale non abbiamo protezioni».


