Abbiamo ascoltato la risposta del sindaco Bottaro alla nostra conferenza stampa. Il sindaco parla, mostra documenti, ma non dice le cose essenziali. La polizza è stata incassata? Sono arrivati i soldi al Comune? Per le fideiussioni a prima richiesta servono non più di 30 giorni. Il palazzo è ancora in costruzione, gli operai sono a lavoro: da luglio occorre così tanto per revocare un permesso a costruire? Ma come, Amiu è riuscita in meno di un mese a chiudere una transazione e ad assumere a tempo indeterminato 10 lavoratori (fra cui il cognato del sindaco) e il Comune non riesce in tre mesi a bloccare un cantiere?
Il sindaco poi ha ribadito una cosa che gli abbiamo contestato e cioè di aver dichiarato che se recupera tutti i soldi non c’è bisogno di revocare il permesso e il palazzo può essere terminato. Ma nell’atto di dilazione questo non è previsto. Quindi sostanzialmente il sindaco sta affermando alla città interna che nei contratti può essere stabilita qualsiasi cosa, tanto poi il Comune fa come gli pare.
Il sindaco Bottaro può dire tutto quello che vuole, ma la verità è che le cose stanno esattamente come abbiamo detto noi: sono passati oltre tre mesi da quando l’impresa Graziano non ha ottemperato a quanto previsto dalla transazione e al Comune non s'è visto neanche un centesimo e il palazzo è ancora in costruzione. Le chiacchiere, sindaco Bottaro, stanno a zero sindaco. E il fatto di aver scritto ai dirigenti, come dovrebbe sapere, non lo mette al riparo, soprattutto in considerazione del fatto che queste circostanze ormai, grazie a Trani#ACapo, sono di dominio pubblico.
Antonio Procacci - portavoce di Trani a capo
