Adesso che c'è il precedente, nell'equipaggiamento scolastico di un bambino potrebbero esserci anche un paio di scarpe di riserva. Come non bastassero libri, quaderni e cancelleria, ad appesantire cartelle e zaini degli alunni potrebbero subentrare anche un altro paio di calzature, da tenere disponibili nel caso si calpestino feci di cane.
È la conseguenza di quanto accaduto l'altra mattina, alla scuola media Giustina Rocca, una cui alunna ha dovuto attendere oltre mezz'ora, fuori della classe, fino a che sua madre le portasse da casa un altro paio di scarpe in sostituzione di quelle con cui aveva calpestato una deiezione nei pressi dell'istituto, non raccolta dal padrone del cane. L'insegnante, resasi conto dell'imbarazzante situazione, ha scelto di non fare entrare temporaneamente l'alunna in aula, per evitare di diffondere odori molesti e, soprattutto, eventuali infezioni, facilmente trasmissibili in questa fattispecie.
Il dirigente scolastico, Antonio De Salvia, nel confermare la circostanza ha chiarito che «si tratta di un provvedimento di cautela a beneficio del gruppo classe e della comunità scolastica, e purtroppo rappresenta soltanto l'ultimo anello di una serie di problemi che le deiezioni canine ci causano quotidianamente. I nostri operatori scolastici, spesso, devono preoccuparsi di rimuovere personalmente le feci che trovano nei pressi dell'ingresso della scuola, sempre a causa della inciviltà dei padroni dei cani. Ci dispiace per la bambina che ha dovuto attendere di entrare in classe e, probabilmente, avrà anche avvertito un disagio rispetto ai compagni, ma in fondo si è agito per il bene comune. Non dimentichiamo che, quando siamo stati bambini, nella nelle nostre classi vi era anche la figura dell'igienista».
Di certo, il problema vero resta quello della difficoltà di contrastare e sanzionare i possessori incivili di cani: «I nostri bambini devono poter camminare a testa alta - riprende il preside -, e non schivare insidie per terra, a cominciare dalle feci dei cani. Ci piacerebbe che, davanti alle scuole, ci sia un rafforzamento dei controlli - auspica De Salvia -. Abbiamo la Polizia locale, i nonni vigili, sappiamo della recente attivazione in città di un gruppo di guardie zoofile: magari anche loro, perché no, con dei controlli a campione, potrebbero darci una mano. L'importante è che non passi il messaggio che la presenza di feci sui marciapiedi sia la normalità».


