«Francamente non ci scandalizza il fatto che possa cambiare il profilo del lungomare, anche perché in realtà non cambierebbe nulla, visto che il nostro lungomare è caratterizzato proprio dalla presenza di palazzi. Al contrario ci dispiace moltissimo per il polmone verde, che si intende sacrificare in cambio di una colata di cemento». Così Antonio Procacci, portavoce del movimento Trani a capo, anticipando un'interrogazione del suo gruppo consiliare in merito al progetto del complesso residenziale Orizzonte.
Come illustrato, il dirigente dell'Area lavori pubblici, Giovanni Didonna, in qualità di responsabile dell'autorità procedente, ha determinato di escludere dalla relativa procedura quel Piano urbanistico esecutivo relativo all'area compresa tra via Malcangi e lungomare Cristoforo Colombo. «Ma noi abbiamo più di qualche dubbio - prosegue l'ex candidato sindaco -, sul fatto che non sia necessaria una Valutazione ambientale strategica, come ritiene il dirigente dell'Area lavori pubblici del Comune, ed è una questione che approfondiremo certamente».
Ma il motivo vero dell'interrogazione urgente di Trani a capo «è capire se i palazzi in questione debbano, o meno, rispettare la legge Galasso. La Legge n. 431 dell'8 agosto 1985 sottopone a vincoli, tra gli altri, "i territori costieri compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare". Sappiamo che la legge Galasso - chiarisce Procacci - non si applica alle zone A (centri storici) e B (territori costruiti) e ci dicono che il terreno in questione sarebbe in zona "B speciale", quindi non soggetta alla legge Galasso. Vogliamo però che sia messo per iscritto, che qualcuno si assuma questa responsabilità, perché crediamo sia giusto che non si corra il rischio di ritrovarsi in una situazione come quella accaduta a Bari con Punta Perotti. Nell'interesse di tutti, anche dell'impresa che dovrà costruire, riteniamo sia giusto che qualcuno metta per iscritto che quell'area non rientra nei vincoli della legge Galasso. Giusto o non giusto che sia».

