La coperta scolastica è sempre troppo corta. C'è chi si rivolge ad un giudice per ottenere il riavvicinamento al proprio territorio ai sensi di legge, come nel recente caso di un'insegnante di Barletta, e chi potrebbe arrivare a farlo per fare valere altrettanti diritti dopo avere vinto regolarmente un concorso. È il caso di 65 insegnanti di inglese, 28 dei quali della provincia di Barletta-Andria-Trani, che quest'anno sono rimasti a terra perché le loro cattedre sono state assegnate a colleghi che, in mobilità, si sono trasferiti da altri territori a quello della Puglia: tale operazione ha coperto totalmente il fabbisogno e tagliato fuori i giovani che, pure, avevano brillantemente superato la selezione pubblica e, dunque, attendevano di partire con la cattedra a tempo indeterminato. Ed il problema è doppio, perché la definizione del loro insediamento è triennale, quindi un anno viene già bruciato e si temono ulteriori ripercussioni. Lunedì prossimo porteranno all'attenzione dell'Ufficio scolastico regionale il loro malcontento, ma nel frattempo hanno già avuto modo di illustrare più che efficacemente la situazione quasi paradossale in cui si trovano.
«Dopo avere sostenuto tre prove concorsuali di accesso al corso di abilitazione all'insegnamento, chiamato Tirocinio formativo attivo, seguito il corso e sostenuto gli esami per ottenere l'abilitazione - ci racconta Rosa, di Trani -, abbiamo conseguito il titolo che dava diritto all' accesso al concorso. Il concorso per l'assegnazione di cattedre di ruolo a tempo indeterminato è stato indetto nel caos totale un po' in tutta Italia, con ritardi, griglie di valutazione pubblicate successivamente allo svolgimento delle prove, continui cambi di commissione. Fortunatamente per la mia classe di concorso non ci sono stati intoppi, le prove si sono svolte con regolarità e, dopo aver passato scritto e orale, è stata pubblicata in via definitiva la graduatoria dei vincitori».
Ma la sorpresa era dietro l'angolo. Il Miur aveva bandito per inglese, in Puglia, 126 cattedre che, allo stato attuale, sarebbero inesistenti: infatti, solo tre docenti sono stati assunti, mentre i restanti vincitori (65 di 68) sono a casa senza avere ricevuto alcun tipo di rassicurazione e garanzie per l'assunzione nel prossimo anno scolastico. La scomparsa delle cattedre è, a quanto pare, da imputare alla mobilità straordinaria di quest'anno, in base alla quale hanno avuto la priorità insegnanti che avevano chiesto trasferimenti nelle proprie regioni di appartenenza: di conseguenza non sarebbero stati accantonati posti per i vincitori. «Il ministro dell'Istruzione ci ha assicurato, a parole - fanno sapere gli insegnanti in stand by -, che verremo immessi tutti nel corso di tre anni, come d'altra parte previsto dalla graduatoria triennale del bando, ma non ci vengono forniti dati certi sul numero dei pensionamenti previsti, non si ha un piano di assunzioni per il 2016-2017 e nulla si sa delle procedure che porteranno alla creazione di così tante cattedre quanto, di fatto, sono i vincitori».
In altra parole, i ragazzi non esigono l'assunzione immediata, in quanto consapevoli che la legge in materia la 107, prevede anche la mobilità straordinaria, «ma il bando è stato pubblicato posteriormente alla 107, per cui non si comprende la fretta con cui siano state messe a bando delle cattedre di cui si sapeva non sarebbe rimasto nulla, creando in solo una grande illusione».
Lunedì prossimo, a riceverli in regione, ci saranno presidente e vice presidente della Sesta commissione, rispettivamente Antonella Laricchia e Gianluca Bozzetti, ed il deputato della Commissione istruzione in Parlamento Giuseppe Brescia. «Siamo anche in attesa di un eventuale incontro con il presidente Emiliano - dice Rosa - che ci aspettiamo abbia la stessa sensibilità mostrata verso altri docenti pugliesi che, immessi in ruolo in altre regioni, hanno successivamente ottenuto la mobilità ed il trasferimento in Puglia».

