È stato emanato dalla giunta comunale un atto di indirizzo per la concessione del Museo archeologico del Monastero di Colonna e dell’area archeologica antistante.
Su proposta degli assessori alla cultura, Grazia Distaso, e ai lavori pubblici, Giovanni Capone, l'esecutivo ha rilevato che il Comune di Trani è risultato beneficiario dei finanziamenti Por Puglia per la realizzazione di un percorso turistico integrato che, partendo dalla cassa armonica all’interno della villa comunale, ha compreso anche il Monastero di Colonna.
L’importo ottenuto è di 418mila euro. I progetti definitivi sul Monastero, presentati dall’Ufficio tecnico, sono stati completati e collaudati.
Per il Monastero il finanziamento ottenuto è stato utilizzato per parte dell’allestimento, all’interno dell’edificio, di un contenitore archeologico che raccoglierà i reperti provenienti da alcuni ritrovamenti effettuati nell’area e in altre zone del territorio di Trani, attualmente conservati presso la Soprintendenza ai beni culturali.
I reperti saranno puliti, catalogati, restaurati, e per questo il Comune di Trani assegnerà al concessionario 40mila euro, già previsti nel bilancio comunale.
I risultati del lavoro verranno presentati alla comunità entro e non oltre il 31 dicembre 2017.
La gestione del Museo sarà esternalizzata e concessa per cinque anni, senza oneri per l’amministrazione comunale di Trani, a parte un rimborso delle spese di utenza fino a un massimo di 12mila euro annui.
I soggetti partecipanti alla procedura dovranno dimostrare di possedere i requisiti per occuparsi degli aspetti gestionali e delle attività attinenti al settore archeologico, e dovranno garantire, all’interno del Monastero, attività laboratoriali per i giovani.
I prezzi per l’ingresso al museo, peraltro, erano già stati fissati precedentemente in sede di giunta: l'intero, 4 euro per persona; il ridotto 2, riservato a ragazzi dai 6 ai 18 anni e gruppi di almeno 25 persone; per le scuole €0,50 per studente con l'accompagnamento dei docenti.
Il progetto presentato in giunta sembra essere molto ampio. Sono infatti previsti all’interno del museo non solo la presenza, ovvia, di teche espositive ed apparecchiature informatiche, ma anche la realizzazione di percorsi formativi per chi volesse avvicinarsi all’archeologia.
Il Comune si riserverà di utilizzare la sala convegni ed altri ambienti per un massimo di quaranta giorni all’anno, e all’interno del Museo sarà possibile tenere, “in sintonia con la destinazione museale” (formula non molto chiara), anche mostre, convegni, seminari, concerti, rappresentazioni teatrali, presentazioni, laboratori culturali, cerimonie.
Federica G. Porcelli

