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Fitti attivi, transazioni tra Comune di Trani e conduttori per recuperare i crediti in due anni. «I morosi sono, anche, figli della crisi»

La volontà di recuperare i crediti maturati, nei confronti dei tanti concessionari di chioschi e strutture comunali, si manifesta in un atto della giunta in cui l'esecutivo ha approvato una soluzione che dovrebbe risultare vantaggiosa per tutte le parti in causa.

In particolare, il governo Bottaro ha deliberato di «consentire la definizione di tutta la problematica attraverso la stipula di accordi transattivi, fra il Comune di Trani ed i singoli utilizzatori, che preveda le seguenti, precipue condizioni generali: la previsione della dilazione dei debiti maturati in 24 rate mensili, con la corresponsione degli interessi di legge sulle somme dilazionate, per evitare qualsivoglia danno erariale per l'ente; la previsione di un rinnovo una tantum, di 24 mesi, in via del tutto straordinaria e non suscettibili di proroga, di tutte le concessioni di beni comunali scadute; la presentazione di un'idonea polizza fideiussoria, a garanzia sia del pagamento del debito scaduto, così come dilazionato, sia del pagamento dei canoni concessori riferiti ai successivi 24 mesi di proroga, sia del pagamento nell'ipotesi di concessioni ancora non scadute.

L'esecutivo ha anche stabilito che  la mancata presentazione di una polizza valida, determinerebbe l'immediata attivazione delle procedure di sgombero.

Il provvedimento fonda le sue premesse su uno scenario estremamente deficitario del patrimonio comunale concesso in locazione a terzi, sia con concessioni in uso abbondantemente scadute, divenute occupazioni di fatto, sia con introiti dei relativi canoni nella gran parte dei casi non versati.

Dalla ricognizione effettuata è emerso un alto numero di contratti di locazione e concessione in uso scaduti, nonché numerosi crediti per canoni pregressi non pagati.

Il dirigente dell'Area patrimonio, Giovanni Didonna, più volte aveva manifestato tali carenze, ma s'è considerato anche che l'attuale stato di crisi economica generale, che sta attraversando l'Italia, effettivamente ha determinato ripercussioni su tutte le realtà sociali ed economiche che operano nella città di Trani.

In altre parole, secondo le valutazioni operate dalla giunta, le situazioni di morosità in molti casi sono da attribuire non a colpevoli volontà di inadempienze contrattuali, bensì a situazioni oggettive di causa di forza maggiore, nelle quali si sarebbe trovato qualsiasi concessionario.

Pertanto, l'esecuzione dello sgombero​ richiederebbe l'attivazione di giudizi di durata non predefinita ed inoltre, sempre sotto il profilo di una valutazione di carattere generale, «il Comune deve operare secondo un principio di buon governo nell'interesse concreto della comunità amministrata - si legge in delibera -, ma anche nella tutela delle posizioni soggettive di terzi secondo criteri di razionalità, congruità e prudente apprezzamento, cui deve ispirarsi l'azione amministrativa».

Nel frattempo, il dirigente predisporrà tutti gli atti necessari per avviare il rilascio delle nuove concessioni in uso, tramite nuove procedure di gara pubblica, alla fine delle proroghe di due anni concesse.


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