La gestione di A.M.E.T. s.p.a. continua a monopolizzare la nostra attenzione, soprattutto alla luce delle ultime vicende riguardanti l’aggiudicazione provvisoria dei servizi informatici.
A detta di A.M.E.T. l’azienda, dotata di software obsoleti, necessitava da tempo di un cambiamento dei sistemi informatici per adeguarsi alle nuove modalità di fatturazione e, dopo mesi contraddistinti dal silenzio e dall’incertezza, si è giunti alla fatidica gara per l’affidamento dei suddetti servizi.
Fin qui tutto “sembrerebbe” nella norma …
Le prime perplessità si sollevano con riferimento alla precedente gara, datata 29 Gennaio 2016, indetta per un importo di euro 650.000,00: il 15 Marzo, tuttavia, il Presidente di gara, dopo aver constatato l’assenza di offerte, dichiarava la stessa deserta! Sarebbe auspicabile una spiegazione da parte dei vertici aziendali circa i motivi, ancora oggi sconosciuti, per cui una gara tanto attesa sia andata deserta.
Alcuni mesi dopo, a complicare un quadro sempre meno chiaro c’è la riproposizione della medesima gara per l’importo maggiore di 800.000,00 euro!!! Visto l’ingente importo, ci chiediamo se la relativa decisione sia passata al vaglio del CdA o sia stata presa dall’Amministratore Delegato dott. Danisi in piena autonomia.
Questa volta, nonostante l’importo “maggiorato”, le offerte sono arrivate e i servizi informatici finalmente aggiudicati.
Ad aggiudicarsi il servizio in via provvisoria, dopo l’esclusione della ditta Blucrm giudicata inidonea dalla Commissione Giudicatrice, è la società “Odoardo Zecca s.r.l.”, azienda esperta nel settore … dell’energia elettrica. Peccato si parli di gara per l’aggiudicazione di “servizi informatici”!
La “Odoardo Zecca s.r.l.”, però, vanta tra i suoi Partners anche un’azienda leader nel settore dei “servizi informatici”, la famosa TERRANOVA il cui nome non è del tutto nuovo nella storia di A.M.E.T. s.p.a.
Nel maggio 2013, infatti, ci furono 3 arresti per un appalto “pilotato” da 725.000,00 euro bandito da A.M.E.T. s.p.a. e riguardante proprio i servizi informatici: nell’occasione finirono ai domiciliari un dipendente di A.M.E.T. (responsabile dello sviluppo del mercato elettrico), un ingegnere elettronico di Bari (consulente nominato dall’A.M.E.T.) e un ingegnere di Grosseto socio proprio della … TERRANOVA!!!
Alla luce di quanto accaduto nel recente passato, appare singolare assegnare la gestione del servizio ad una società che ha come “partner” proprio TERRANOVA. Si pone quantomeno una questione di inopportunità soprattutto alla luce del recente rinvio a giudizio.
La questione è molto delicata ed è meritevole di essere attenzionata da tutte le forze politiche presenti in Consiglio Comunale in vista della prossima assise.
Il nostro appello, difatti, è rivolto soprattutto ai consiglieri di opposizione che, investiti del ruolo di “controllori”, anziché apprendere notizie dal sito istituzionale di A.M.E.T. dovrebbero recarsi personalmente in azienda per dedicarsi ad un accorto studio delle “carte” e verificarne le incongruenze.
Antonio Loconte – Coordinatore Cittadino Riva Destra

