Una sola certezza fra tante domande: a vedere Molfetta-Trani, domani, non potranno presentarsi i tifosi biancoazzurri, in forza del divieto di trasferta imposto dall'Osservatorio a seguito dei rischi di problemi di ordine pubblico derivanti dalla drammatica vicenda di sei anni fa, con tafferugli tra tifosi e l'incidente che costò la perdita dell'uso di un occhio in danno di un sostenitore biancoazzurro.
La prima domanda è proprio questa: a cosa è servito quel sacrificio? Nessuno potrà più restituire il corretto uso della vista ad Alex, ma, intanto l'ideale per il quale era lì, sostenere la squadra della propria città, si sta polverizzando di fronte alla sempre più acuta agonia del Trani, al capezzale del quale tutti dicono di volersi approcciare, ma per la cui salute nessuno in realtà s'è ancora concretamente attivato.
E la seconda domanda è: cosa si sta realmente facendo per salvare il Trani? Chi sarebbe questo terzo, fantomatico imprenditore che, dopo la rinuncia delle prime due cordate, si sarebbe proposto?
Terzo interrogativo: chi scenderà in campo domani a Molfetta? Giacché il responsabile del settore giovanile, Costantino Baratta, aveva ufficializzato il ritiro dal campo dei suoi giocatori, dopo i dissidi sorti domenica scorsa a Ruvo di Puglia nella gara persa 0-3 in casa contro l'Avetrana?
Per il momento ci fermiamo qui, nell'attesa di verificare, nelle prossime ore, quello che accadrà o non accadrà.
