Il sindaco, Amedeo Bottaro, era assente ieri sera in consiglio comunale. A quanto s'è appreso, è alle prese con l'influenza. La seduta è cominciata alle 16.12, con 25 presenti, per l'approvazione dei verbali delle sedute precedenti (14 e 16 settembre 2016) e le variazioni al bilancio di previsione esercizio finanziario 2016/2018.
Il capogruppo del Movimento cinque stelle, Antonella Papagni, come preannunciato, ha chiesto le dimissioni del sindaco, «per non avere fatto nulla di concreto per la messa in sicurezza della discarica, che continua ad inquinare e ad essere una fabbrica di morte. Sono passati due anni dalla chiusura, si è firmata un'ordinanza farlocca e, adesso, scende in campo la Regione con i poteri sostitutivi. Siamo stati messi all'angolo e discarica è sempre lì ad inquinare».
Francesca Zitoli, della Lista Emiliano, ha richiamato l'amministrazione comunale «al rispetto dell'interesse della collettività per quanto riguarda gli oneri del contratto di quartiere con riferimento alle imprese Graziano e Gramc. È evidente che i pagamenti sono parziali ed il Comune non ha incassato le somme dall'escussione della fidejussione: è necessario, anche a costo di assumere decisioni impopolari, intervenire con scelte forti, compresa la revoca immediata del permesso a costruire» . Ed ancora, un invito «ad adottare agevolazioni Tari nell'assenza del nuovo piano della raccolta differenziata: abbiamo tempo fino al 31 dicembre, è necessario dare risposte».
Luisa Di Lernia, del M5s, a sua volta, ha attaccato non solo Bottaro, ma anche l'amministratore delegato, Marcello Danisi, «sull'immobilismo in cui è caduta Amet, soprattutto con riferimento a parcheggi e darsena. Sulla gara dei parcometri si è fatto il gioco delle tre carte e, oggi, abbiamo anche fondate sensazione del fatto che l'azienda sia in grave perdita. Per questo motivo, inoltreremo un esposto alla Corte dei conti pr l'accertamento delle responsaiblità.
Anna Barresi (Più Trani) ha fatto rilevare che «oggi la Corte dei conti sta bacchettando molti comuni pugliesi, anche a noi vicini, per le stesse criticità che si registravano a Trani. Solo che, a Trani, la vicenda s'è trasferita preso sul piano personale ed è degenerata». Poi, una mano tesa alle attività sotto accusa sui fitti attivi: «Le imprese danno lavoro e, se agiscono onestamente, vanno aiutate se sono in difficoltà, perché aiutano l'economia. Anche qui la sia è messa sul personale, con toni eccessivi che vanno stemperati.
Raimondo Lima (Fdi) ha fato rilevare le assenze di molti assessori «in aula e nei fatti: che ne è delle concessioni demaniali e del piano costiero? L'assessore Bologna la ricorderemo solo per la demolizione della cabina sugli scogli? All'assessore Ciliento, invece, Lima ha chiesto lumi in merito alla persistente permanenza di migranti in una struttura di accoglienza: «Per quanto tempo ancora? Ne arriveranno forse altri?». Forti critiche alla maggioranza, infine, per le presunte lacune della gara per i servizi informatici e «per avere abbandonato il sindaco alle elezioni provinciali: lo hanno votato in pochi, di fatto sfiduciandolo».
Antonio Florio (Cor) ha riferito di una lettera-sfogo del dirigente dell'Area lavori pubblici: «L'ingegner Didonna ha scritto al sindaco di non avere dipendenti sufficienti e non essere in grado di rispettare i compiti assegnati, cosa s'intende fare?». L'ex candidato sindaco ha poi lamentato il problema dei parcheggiatori abusivi, chiedendo «la costituzione di un gruppo interforze che affronti e debelli questo problema, di cui anch'io sono stato vittima alcune sere fa». Infine, i fitti attivi: «Il Comune dialoghi con tutti, non solo con le grandi attività. Ci sono tanti conduttori di chioschi che fanno fatica e meritano un aiuto anche loro».
Pasquale De Toma (Fi) si è detto «meravigliato del fatto che, ad oggi, il dottor Pedone in Ragioneria, non c'è. Dobbiamo ringraziare per la reggenza da dottoressa Navach, ma che ne è di quella convenzione con Bisceglie? E perché abbiamo ceduto la Ragioneria a Bisceglie?». Per De Toma, «questa è l'amministrazione delle incapacità, dalla Ragioneria alla discarica. Certo, è un'emergenza, ma, al di là delle responsabilità personali da accertarsi, cosa si è fatto concretamente? Intanto, la Tari non è diminuita, la città è sporca e la Regione sta per mettere le mani sulla discarica».
Per Leo Amoruso (Pd), «le elezioni provinciali non erano una verifica politica, anzi fa specie la corsa al voto di altri sindaci, strada dopo l'accordo che si era firmato». Ma il consigliere ha condiviso, almeno in parte, le osservazioni del Movimento cinque stelle su Amiu ed Amet: «I toni sono forti, ma ci sono questioni da chiarire: la discarica abbiamo approvato di chiuderla e così deve essere, il Piano industriale di Amet non l'abbiamo ancora visto e, sulla gara per l'informatizzazione, qualche riserva nelle nostre sedi l'abbiamo posta».
Raffaella Merra (Cor) ha rivelato di non essere riuscita «a trovare le carte di un comparto urbanistico, il 37, la cui nuova perimetrazione va portata in consiglio comunale. Non possiamo penalizzare un imprenditore, la città è morta e noi abbiamo bisogno degli imprenditori che danno lavoro: quel Pue va portato in aula e votato, ma non può essere lasciato nei cassetti, perché quello che sta accadendo è scandaloso».
Luciana Capone (eletta in Nasplp) si è detta «sorpresa e spiazzata dalla discesa in campo dell'assessore Santorsola sulla discarica. L'Amiu sta già procedendo sul punto, informando la Regione, ed è davvero strano che proprio lui non lo sappia».
Nicola Ventura (Pd) ha replicato a Merra sul comparto 37: «Il dirigente uscente aveva un orientamento diverso rispetto al predecessore, ma adesso il dirigente è cambiato ancora, quindi la commissione consiliare attende di confrontarsi con lui, perché deve studiarsi carte che, ancora, non conosce. Pertanto, nesusn ostruzionismo da parte di chicchessia».
Secondo Emanuele Tomasicchio (Insieme), «è chiarissimo che stiano svilendo le nostre partecipate per poi svenderle. Ed è altrettanto certo che la gestione dell'Amet è oggetto di un gioco delle tre carte dell'amministratore delegato, che ha, anche, inspiegabilmente, posto un avvocato a presiedere la commissione di gara in luogo di una figura professionale, un ingegnere, che pure Amet possiede». Quanto ad Amiu, «sta continuando a spendere 800mila euro, ogni sei mesi, a trattativa privata, per l'emungimento del percolato: è un fatto molto grave, e nella persistente assenza del contratto di servizio 2016».
Beppe Corrado (Area popolare) ha chiarito che «tutti i Pue devono passare dal consiglio comunale, non soltanto il comparto 37. Le aziende? Serve che il consiglio si esprima formalmente su Amet, Amiu e Stp. Il 2018, che introdurrà il mercato libero totale, è dietro l'angolo. E questo problema riguarda anche il futuro di Stp, di cui consiglio una scissione fra Stp Bari e Stp Bat. I sindaci di Bari e Trani già lo sanno e mi sembrano più che favorevoli. La discarica? Non è così semplice come sembra dall'esterno. Bisognava dichiarare chiusa la discarica con ordinanza, e ci sono i verbali di tutte le riunioni che confortano tale scelta. Per questo la discesa in campo della Regione Puglia ci sorprende, anche perché, se la discarica è in quello stato, la responsabilità è proprio della Regione: l'assessore Santorsola non si presti a questo gioco».
Sulla stessa falsariga Mimmo De Laurentis (Pd): «Io mi sento garantito dalla storia ambientalista di Michele di Gregorio, perché abbiamo fatto tante battaglie insieme e sono certo che continuerà a battersi ancvhe da assessore». Poi ha riaffermato anche lui «la necessità di agevolare, da subito, i contribuenti sulla Tari sulla base di dati oggettivi come l'Isee, per esempio».
Mariagrazia Cinquepalmi (Trani a capo) ha osservato: «Non è possibile che non si conoscesse quello che la Regione stava per decidere. Sulla salute non si scherza, e del vostro operato rischiamo di rispondere pesantemente per lunghi anni. Ordinanza necessaria per i fondi post gestione? Quei fondi sono solo per la bonifica post mortem, non per la messa in sicurezza».
La prima replica dell'amministrazione è arrivata dall'assessore al bilancio, Luca Lignola: «Il dirigente dell'Area finanziaria, che c'è, incontrerà tutti i colleghi per esaminare compiutamente la situazione e procedere. E stiamo agendo per via legali anche con gli altri due costruttori. Sulla Tari, siamo pronti ad accogliere tutte le proposte praticabili per le agevolazioni. Su Amet, è sfuggita l'ultima assemblea dei soci in cui si chiariscono molti dei dubbi sollevati, ma il Piano di razionalizzazione, è vero, deve venire in aula. L'Ufficio tecnico? Il dirigente al personale sta verificando le coperture economiche per rafforzarne l'organico. Sugli abusivi abbiamo già chiesto alle forze dell'ordine di presidiare le zone interessate».
Ha preso la parola anche Michele di Gregorio, assessore all'ambiente: «Troppe offese, ma io guardo solo alla responsabilità della mia carica. Ho sempre fatto verbalizzare tutto ed invito chiunque a leggere le carte. La Regione non ha ancora esercitato i poteri sostitutivi e vedrete che non sarà come si dice. Il percolato lo preleva un'Ati che ha vinto una gara pubblica e ricordo a me stesso, e a tutti, che il consiglio comunale ha già approvato la chiusura della discarica. Di certo, è scorretto fare politica sulla pelle degli altri evocando tumori e morti».

