Una nuova battaglia legale torna ad animare il delicato settore delle onoranze funebri in città, ponendo nuovamente in discussione la terza licenza, che pure era stata ufficialmente rilasciata in favore dell'impresa di Giulio Pappalettera, che si sarebbe ufficialmente accostata alle due da anni già presenti in città, vale a dire Delfini e Cassese.
Proprio quest'ultima, tuttavia, lo scorso 30 settembre ha proposto un ricorso presso il Tar Puglia attraverso il quale, rappresentata e difesa dall'avvocato Giacomo Tarantini, chiama in causa sia il Comune di Trani, sia lo stesso Pappalettera, in qualità di contro interessato, per l'annullamento all'esercizio dell'attività funebre che lo scorso 30 giugno il dirigente uscente dal Suap, Gianrodolfo Di Bari, aveva rilasciato in favore di Pappalettera, nonché di ogni altro atto connesso, presupposto e consequenziale. Il Comune di Trani ha conferito l'incarico di difendersi al responsabile dell'Ufficio legale, Michele Capurso.
In forza dell'autorizzazione rilasciata a giugno Pappalettera potrà vendere casse ed articoli funebri in genere, secondo la normativa vigente, operare il disbrigo di pratiche amministrative inerenti il funerale, su mandato degli aventi diritto, trasportare salme, ceneri e resti mortali. Il carro funebre in dotazione deve essere idoneo all'uso e verificato dall'Asl Bt, insieme con un'apposita autorimessa per il relativo ricovero.
La sede è in via Umberto 157, nella quale l'impresa in questione esercitava soltanto parzialmente l'attività, con il solo riferimento al disbrigo di pratiche. Ed è proprio questo il motivo per il quale, da tempo, aveva avviato una battaglia giudiziaria che soltanto negli ultimi mesi è giunta a compimento, mentre, nel frattempo, gli orizzonti della vicenda amministrativa cambiavano in suo favore.
Infatti, il 14 aprile 2015, il commissario straordinario uscente, Maria Rita Iaculli, con i poteri della giunta comunale, disapplicava e revocava le delibere di giunta comunale del 2000 e 2002 relative proprio alle agenzie di pompe funebri nel territorio comunale. In particolare, quei due provvedimenti stabilivano di ritenere congruo il rapporto di un’agenzia ogni 25mila abitanti e procedere al rilascio di una nuova licenza soltanto quando la popolazione del Comune di Trani avesse raggiunto o superato il numero i 75mila abitanti. Al momento, Trani ne ha 55mila.
Peraltro, il decreto Bersani, convertito in legge nel 2007, dispone che le attività economiche si esercitino con la promozione della libera concorrenza. In linea con la legge Bersani, anche la Regione Puglia aveva emanato una sua normativa, nel 2008, a conferma della pluralità delle attività concorrenziali. Il Comune di Trani, dunque, secondo il commissario, si poneva in sostanziale contrasto con la normativa, ed è per questo che aveva deliberato di abrogare i due vecchi provvedimenti dell'esecutivo, prevedendo il rilascio di eventuali, nuove licenze.
Le altre due imprese già operanti in città s'erano opposte prima del provvedimento del commissario (contro la terza agenzia) e dopo, (contro il Comune), ma con esiti non favorevoli.

