Il Ministero dell’ambiente ha autorizzato, con un decreto di Valutazione di impatto ambientale (Via), la società australiana Global petroleum limited (Gpl) a cercare petrolio e gas nel mar Adriatico, per un’area dall’estensione di 745,7 chilometri quadrati, ubicata in Puglia e precisamente tra le province di Bari e Brindisi, a più di 27 miglia dalla costa.
Le ispezioni riguarderanno l'area marina al largo della costa di Trani: Giovinazzo, Bari, Fasano, Mola di Bari, Monopoli, Brindisi, Ostuni, Molfetta, Carovigno, San Pietro Vernotico, Torchiarolo, Polignano a Mare. Il progetto prevede l'acquisizione e l'elaborazione di circa 280 chilometri di linee sismiche 2D mediante tecnologia airgun ed un eventuale rilievo geofisico 3D su un'area di circa 100 chilometri quadrati.
Critica la posizione del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano: «Ecco cosa succede quando le decisioni si prendono solo a Roma senza poteri delle Regioni: micidiali permessi di ricerca di petrolio/gas con uso dell'airgun».
Federica G. Porcelli
