Il nuovo Pronto soccorso dell'ospedale di Trani è nato moderno, ma non troppo. Infatti, è pressoché inaccessibile. Vibrate le proteste di una cittadina con disagio, Rosanna Nenna - peraltro presidente del comitato di quartiere Pozzo piano, in cui ha sede l'ospedale, ma in questo caso presente al Pronto soccorso semplicemente come utente.
Il nuovo Pronto soccorso del San Nicola Pellegrino, nato dopo anni di attesa all'esito di complessi lavori di riqualificazione del vecchio, che si erano arrestati per mancanza di fondi e, soprattutto, un lungo contenzioso fra le imprese esecutrici interessate, presenta molti comfort all'interno ma, effettivamente, non ha alcun tipo di strumento utile al superamento delle barriere architettoniche all'esterno.
«Mi hanno detto di entrare dalla camera calda utilizzata dalle ambulanze - fa sapere la signora Nenna -, ma ho replicato loro che noi, diversamente abili, non dobbiamo accedere ai pubblici locali da ingressi secondari o paradossalmente privilegiati. Invece, abbiamo diritto ad utilizzare gli stessi accessi del resto del pubblico. Peraltro, mancano anche sia una pensilina di riparo dalla pioggia, sia un citofono che dovrebbe avere una doppia collocazione ad altezza d'uomo classica e ad altezza di carrozzina».
All'interno, come dicevamo, il nuovo pronto soccorso presenta in ogni caso ambienti completamente rinnovati ed all'avanguardia. Anzi rischia, paradossalmente di essere l classica Ferrari con il motore di una 500, se dovesse andare in porto il suo declassamento a Punto di primo intervento, secondo quanto previsto nel Piano di riordino regionale.

