Oggi, sabato 29 ottobre, a partire dalle 9, presso la sala conferenze della sede della “Croce bianca” in via Fusco 57 si terrà il convegno “I dottori del cancro”, alleanze terapeutiche e multidisciplinari nell’esperienza oncologica.
Relatori e moderatori: Vincenzo Falco, responsabile medico cure palliative domiciliari associazione “Arges” onlus; Esther De Augustinis, psicologa e psicoterapeuta;
Paolo Miglionico, pedagogista e counselor; Anna Caiati, psicologa e psicoterapeuta;
Annalisa Demarinis, psicologa esperta in cure palliative; Gabriele Sfregola, medico di medicina generale.
Programma: alle 9 presentazione dell’evento; alle 9.30 “Sipo, premesse storiche e aree di intervento”; alle 10 “Implicazioni psicologiche nella malattia oncologica”; alle 10.30 “Le tipologie e obiettivi del supporto psicologico”; alle 11 “La comunicazione alla base del rapporto medico-paziente in oncologia”; alle 11.30 “Il ruolo del medico di base nell’esperienza oncologica”; alle 12 “Una psicologa oncologica allo specchio: sistema immunitario ed emozioni”; alle 12.30 “L’obbligo dell’interdisciplinarietà nell’approccio al paziente in cure palliative domiciliari”; alle 13 discussione e dibattito.
L'incontro è stato organizzato in occasione della ricorrenza, il 29 ottobre, della prima giornata nazionale della “psiconcologia”. «La patologia oncologica crea grande disagio psicologico nell’individuo che ne è affetto e nella sua famiglia». Lo affermano il Presidente dell'Ordine degli psicologi della Puglia Antonio Di Gioia e la coordinatrice della Società Italiana di psiconcologia (Sipo) Mariagrazia Carone. «La psiconcologia - aggiungono Di Gioia e Carone - è una disciplina in grado di collegare l’approccio medico ai delicati risvolti psicologici che l’evento cancro comporta nella vita del paziente, nella sua immagine corporea, nelle sue relazioni sociali. Il suo obiettivo è migliorare la qualità di vita della persona e limitare il rischio di conseguenze psicobiologiche».
Una recente indagine condotta sull’intero territorio nazionale dalla Sipo ha riportato che il 45 per cento dei pazienti oncologici vive una condizione di sofferenza psicologica significativa, caratterizzata da marcati segni di disagio psicologico, relazionale e sessuale, e che necessiterebbe di un intervento specialistico psiconcologico. Le linee guida sull’assistenza psicosociale, redatte dalla Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e dalla Sipo, indicano la necessità di programmi di screening della sofferenza emozionale e della presa in carico integrata medico-psicologica dedicata ai pazienti, ai loro familiari e all’équipe curante stessa, a contatto quotidiano con la disabilità, la malattia e la morte. Lo stesso Piano oncologico nazionale 2010-2012 indica la necessità di promuovere il supporto psiconcologico, sottolineando il suo importante ruolo nel lavoro di rete, nelle cure palliative, nella riabilitazione e nella formazione degli operatori. Per verificare la fattibilità di tale orientamento, la Sipo, in collaborazione con il Collegio Italiano dei primari di oncologia medica (Cipomo), ha condotto un censimento che ha rilevato numerosi aspetti carenziali:
• il 56 per cento dei servizi di Psiconcologia è ubicato nel Nord Italia, la metà dei quali in strutture non pubbliche;
• la maggior parte del lavoro assistenziale (57 per cento) ricade su una singola figura professionale, che non può rispondere alle molteplici richieste di ospedali cui afferiscono migliaia di pazienti ogni anno;
• il 62 per cento del personale impiegato per l’assistenza psiconcologica è precario;
• il 30 per cento del personale dedicato è costituito da specializzandi in tirocinio e da frequentatori volontari, il 34 per cento è costituito da personale a contratto;
• solo una esigua minoranza dei servizi (8,7 per cento) risulta essere Unità operativa di psiconcologia strutturata.
In Puglia la situazione non è migliore: nella nostra regione è presente solo il 7 per cento dei centri psiconcologici del territorio nazionale (in Lombardia il 27 per cento), tra cui strutture private, associazioni di volontariato e hospice in cui lavorano psicologi assunti con contratti di tipo precario. Tale situazione rivela chiaramente quanto sia sbilanciato il rapporto tra bisogni psicosociali di pazienti e familiari, che necessitano di una presa in carico specialistica e integrata, e la risposta offerta dai servizi. Persino una indagine del 2012 del Censis ha indicato come le aree di carattere psicologico siano quelle in cui emergono le maggiori insoddisfazioni dei malati di cancro in Italia: senso di sfiducia, perdita di interesse nelle attività, difficoltà ad accettare gli effetti collaterali delle cure non trovano risposta da parte di personale adeguatamente formato (“psiconcologi”), e sono conseguenze di uno dei maggiori bisogni insoddisfatti nell’assistenza sanitaria pubblica (Collicelli et al. 2012).
Sulla base di tutte queste considerazioni, Sipo Puglia e l’Ordine degli Psicologi della Regione Puglia si stanno adoperando per promuovere la psiconcologia, anche attraverso la costituzione di un gruppo di interesse nell’ambito del programma “Ideagire”.
