Sono stati chiusi gli accessi improvvisati all’ex «La Vela», ottenuti sfondando una porzione di parete che separa l’area dal lido Marechiaro, probabilmente a seguito della nostra segnalazione, ma soprattutto in forza dell’ordinanza del dirigente dell’area urbanistica Vincenzo Turturro.
La figura apicale dell'Ufficio tecnico, tra le altre cose, aveva imposto l’obbligo di «inibire gli accessi, attualmente fruibili da chiunque, con opportune recinzioni; operare la messa in sicurezza, con interventi necessari e urgenti, a tutela della pubblica e privata incolumità; sgomberare il lotto da rifiuti di ogni genere».
Certo, la misura di sicurezza adottata non appare delle più impenetrabili, dal momento che si tratta di tavole di legno, ma è pur sempre qualcosa.
Si tratta, comunque, di una soluzione tampone, giacché l’area è delimitata da muretti facilmente valicabili. Soluzione, peraltro, cui pare non sia neanche necessario arrivare, poiché a fianco al precedente varco, chiuso, ne è stato aperto un altro, un po’ più grossolano.
Del resto, l’area è stata solo parzialmente bonificata: persistono, infatti, erbacce, materiale vario frantumato e pilastri, che definire pericolanti e pericolosi (con i montanti in ferro arrugginiti) è dir poco.
Contestualmente, è stato inibito, con apposito catenaccio, anche l’ingresso al lido adiacente all’ex «La vela».
Stefano Mastromauro







