Come per l'area dell'ex «La vela», così anche al Lido Marechiaro pare che il degrado naturale e umano non possa essere arrestato in alcun modo.
Sono passati dieci giorni dalla nostra segnalazione e nel frattempo è cambiato poco o nulla. Benché ci sia una nota positiva, cioè l'avvenuta rimozione delle bottiglie di birra, che, come vi avevamo documentato, erano state abbandonate in gran quantità, c'è comunque da rilevare che la situazione non è cambiata di molto. Infatti, le bottiglie ci sono ancora, anche se solo due, residuo forse di una serata passata bene, ma conclusa con poco decoro; inoltre, permangono le scatole e i frammenti di vetro.
Ciò che, però, desta maggiore attenzione è la pedana in legno, o meglio, quel che ne rimane. In effetti, delle travi di legno che avrebbero dovuto comporre la pedana, non resta che qualcuna, che lascia così scoperto lo scheletro in ferro (peraltro, talmente arrugginito, che la stessa ruggine ha ormai intaccato anche la battigia). La cosa più logica sarebbe quella di rimuovere tutto il corpo (travi e ferri) e ripulire gli scogli dalla ruggine, dato che l'intero manufatto non fa una gran figura dal punto di vista estetico né tantomeno potrebbe essere riutilizzato.
Occupandoci ancora una volta del lido Marechiaro, tentiamo di focalizzare l'attenzione pubblica su un fenomeno ampiamente documentato e segnalato, soprattutto quest'estate, ma a cui non si è mai riusciti a porre un freno o, peggio, sul quale non si è mai intervenuti.
Stefano Mastromauro





